Le scosse ci sono state, i crolli no. Eppure, nelle ore successive al terremoto del 13 gennaio, sui social e nelle chat è rimbalzata una serie di immagini che mostravano scuole e altri edifici “crollati” o gravemente lesionati. Foto false, che hanno alimentato panico e richieste di informazioni anche alle istituzioni.
Per questo la polizia locale di Forlì ha avviato indagini per individuare chi abbia prodotto e diffuso i contenuti. Le due scosse, con epicentri a Russi e Faenza, di magnitudo 4.3 e 4.1, hanno preoccupato la popolazione ma – secondo le verifiche sul territorio – non hanno provocato danni.
Il Comune spiega che le fotografie erano “falsamente elaborate” oppure “create presumibilmente con programmi di intelligenza artificiale”.
La disinformazione, sottolinea l’amministrazione, ha amplificato una situazione già delicata, facendo circolare ricostruzioni inesistenti e creando confusione nel momento in cui servono indicazioni certe.
Gli esiti degli accertamenti saranno comunicati alla Procura, che valuterà eventuali responsabilità legate alla diffusione di notizie false e alla produzione di materiale ingannevole. L’invito è quello di verificare sempre le fonti ufficiali e a non condividere post non attendibili.