22 Settembre, 2026 Cesenatico

Torrette alternate, la CGIL attacca: “Sicurezza dimezzata nelle ore più delicate”

La sicurezza della balneazione torna a far discutere lungo la costa romagnola. A sollevare il caso è la FILCAMS CGIL Emilia-Romagna, che interviene sulle misure previste dall’Ordinanza balneare regionale 2026 per il potenziamento del servizio di salvamento nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 14.30. Un obiettivo condivisibile, secondo il sindacato, ma che rischia di tradursi “in un’operazione più formale che sostanziale”.

Al centro della critica ci sono le cosiddette sperimentazioni affidate alle cooperative di salvamento. Soluzioni organizzative che, denuncia la CGIL, “sarebbero state introdotte senza un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali e con risultati molto diversi da territorio a territorio”. Nel Ravennate, ad esempio, si sarebbe intervenuti riducendo la pausa pranzo dei marinai di salvataggio; nel Riminese, invece, si punterebbe su cartellonistica informativa, “beach tutor” e ulteriori operatori non meglio definiti.

Misure che, secondo il Coordinamento Costa della FILCAMS CGIL, “non incidono realmente sul livello di sicurezza dei bagnanti né migliorano le condizioni di lavoro di chi ogni giorno è chiamato a garantire il soccorso in mare”. Il nodo principale resta quello degli organici: “Senza più personale – sostiene il sindacato – parlare di potenziamento rischia di essere fuorviante”.

Nel mirino finisce soprattutto il sistema delle “torrette alternate”, introdotto dal 2024 per rispondere a un’ordinanza della Direzione Marittima. Durante le ore centrali della giornata, ogni marinaio di salvataggio può trovarsi a vigilare su uno specchio d’acqua di circa 300 metri, anziché sui 150 metri ordinariamente previsti. Per la CGIL si tratta di un presidio “di fatto dimezzato proprio in una fascia oraria particolarmente sensibile”, con possibili ricadute sia sulla sicurezza dei turisti sia su quella degli stessi soccorritori.

La finalità dichiarata del sistema è garantire continuità al servizio dalle 9.30 alle 18.30. Ma per il sindacato l’estensione dell’orario può funzionare “solo se accompagnata da un reale rafforzamento del personale, da turni sostenibili e da condizioni di lavoro adeguate”. Diversamente, il rischio “è quello di scaricare sui lavoratori il peso di un’organizzazione fragile, facendo affidamento su straordinari che dovrebbero restare eccezionali e non diventare la base del modello”.

La FILCAMS CGIL chiede quindi l’apertura di un confronto istituzionale serio, che coinvolga Comuni, Regione, cooperative, organizzazioni sindacali e tutti i soggetti interessati. L’obiettivo, sostiene il sindacato, deve essere “costruire un sistema condiviso, capace di garantire davvero la sicurezza dei bagnanti e la tutela dei lavoratori”.

Non manca infine il richiamo ai controlli. L’ordinanza regionale prevede che, se il potenziamento del servizio non viene effettivamente garantito, oltre alle sanzioni per i concessionari, il Comune competente possa disporre la sospensione dell’attività dello stabilimento balneare, o degli stabilimenti coinvolti in un piano collettivo, fino al ripristino del servizio.

Da qui la domanda posta dalla CGIL alle istituzioni locali: “Fino alla quarta domenica di agosto saranno effettuate verifiche puntuali sull’efficacia delle sperimentazioni, oppure basterà dichiarare di aver introdotto qualche misura per considerare assolto l’obbligo di potenziamento?”. 

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