Resta detenuto nel carcere di Forlì il cittadino residente nella frazione di Sala di Cesenatico coinvolto nell’operazione “Scrap Country”, l’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna e condotta dalla Guardia di Finanza su un presunto sistema di traffico illecito di rifiuti metallici, riciclaggio e fatture per operazioni inesistenti.
L’uomo, identificato con le iniziali D.D.C., è tra i sei destinatari delle misure cautelari applicate nell’ambito di un’indagine che coinvolge complessivamente tredici persone e due società. Il valore dei beni sottoposti a sequestro preventivo supera i 12,5 milioni di euro, tra disponibilità finanziarie, immobili e denaro contante.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Forlì, l’indagine ha preso avvio da una verifica fiscale eseguita nei confronti di un’impresa di Gatteo attiva nel distretto dei rottami metallici di Gambettola. Gli accertamenti avrebbero fatto emergere irregolarità fiscali per circa 22,5 milioni di euro, portando alla denuncia dei vertici aziendali, tra cui D.D.C., indicato come amministratore delegato.
Al centro delle contestazioni vi sarebbe un meccanismo attraverso il quale materiale ferroso e non ferroso — rame, bronzo, ottone, acciaio e ferro — sarebbe stato acquistato in nero mediante denaro contante e successivamente fatto transitare attraverso altre società. L’obiettivo, secondo l’accusa, sarebbe stato quello di attribuire ai rottami una provenienza formalmente regolare tramite documentazione e fatturazioni ritenute fittizie.
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figurano documentazione extracontabile rinvenuta durante la verifica fiscale, formulari di identificazione dei rifiuti giudicati anomali e oltre 35mila euro in contanti trovati all’interno della sede aziendale controllata.
L’attenzione degli inquirenti si è concentrata anche sull’attività imprenditoriale riconducibile al cittadino residente a Sala. La società interessata opera nel commercio all’ingrosso di rottami metallici ferrosi e non ferrosi ed è insediata nel territorio comunale di Gatteo. La sede legale si trova al confine con Cesenatico, mentre la sede operativa è situata nella zona industriale gatteese.
Proprio qui, nel settembre del 2023, era stato inaugurato il nuovo stabilimento aziendale, accanto al quale era prevista la realizzazione di un secondo capannone. Un investimento che raccontava la crescita dell’impresa negli ultimi anni, ma che ora finisce inevitabilmente sotto i riflettori alla luce degli sviluppi dell’inchiesta.
Le accuse dovranno essere vagliate nelle sedi competenti. Come previsto dall’ordinamento, tutti gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.