22 Settembre, 2026 Cesenatico

Turismo, riviera romagnola in “transizione critica”: ecco i numeri del Cst Firenze

Mentre la solita stampa “spannometrica” continua a raccontarvi che la stagione, tutto sommato, è andata bene, noi facciamo parlare l’oggettività dei numeri. Il Centro Studi Turistici di Firenze (Cst) — fonte autorevole, finalmente analitica — fotografa la Riviera romagnola dentro una transizione critica, non in un declino irreversibile. Il sistema resta capace di attrarre milioni di persone, ma la macchina, se rimane tarata sul passato, perde colpi.
I dati – in attesa che vengano sporzionati per località – nel complesso sono netti: 5,2 milioni di arrivi estivi (-1,6%) e 23,4 milioni di presenze (-1,4%). Cambia la geografia della domanda: gli italiani arretrano del 4,8%, gli stranieri avanzano del 7,2%. La stagione parte forte e cede nel mezzo e nel finale; a comandare è il “mordi e fuggi”. La permanenza media si ferma a 4,6 notti, più corta che sulle coste “sorelle” toscane e venete, dove il soggiorno tende ad allungarsi. Eppure il comparto balneare della Romagna continua a pesare come nessun altro nel bilancio regionale: un arrivo su due e due pernottamenti su tre nascono qui.
Il mercato di riferimento resta nazionale, soprattutto Nord-Ovest e Nord-Est, con una crescita estera che parla tedesco, austriaco e svizzero. È qui che la Riviera può invertire il battito: non con l’ansia del tutto-e-subito, ma cucendo un’offerta riconoscibile e contemporanea. 

Il Cst indica traiettorie concrete che già si intravedono: più connessioni — dagli scali di Bologna e Rimini ai treni estivi dalla Germania, con Ravenna pronta ad affiancare la rodata Monaco–Rimini — e più qualità: alberghi rinnovati (anche con leve come Cassa Depositi e Prestiti), comfort, efficienza energetica, servizi per famiglie e sportivi, esperienze diffuse tra mare ed entroterra.
“Stagione complicata e inaspettata”, ammette Fabrizio Albertini, presidente Asshotel, ricordando che l’onda non si doma a colpi di slogan. L’assessora regionale Roberta Frisoni, presente alla presentazione a Cervia, spinge sulla riqualificazione ricettiva come asse portante del prossimo bando. In controluce c’è l’urgenza di allungare la stagione, trasformando l’alternanza tra weekend pieni e feriali rarefatti in un ritmo più stabile: eventi coerenti, Outdoor, benessere, cultura dell’entroterra.
La Riviera che ha inventato l’ospitalità popolare può guidare anche questa metamorfosi, se accetta la diagnosi del Cst di Firenze: meno autocelebrazione, più strategia. Perché i numeri non sono un nemico: sono la rotta.

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