La tragedia di Pinarella corre verso l’aula di tribunale. La pm Lucrezia Ciriello ha chiuso le indagini e intende portare Lerry Gnoli direttamente al dibattimento per omicidio colposo aggravato dalle violazioni in materia di sicurezza sul lavoro: scelta riservata ai casi in cui il quadro probatorio è ritenuto solido. Non sarà però l’unico a rispondere della morte di Elisa Spadavecchia, 66 anni: è indagato per omicidio colposo in cooperazione anche il figlio di Gnoli, datore di lavoro formale del padre dopo il passaggio societario seguito a pregresse vicende fiscali. Una catena di doveri di vigilanza che, secondo gli inquirenti, non avrebbe funzionato.
In parallelo la Procura ha aperto un secondo fascicolo per risalire alle responsabilità di chi avrebbe potuto e dovuto impedire che una ruspa circolasse sulla battigia, in pieno giorno, senza targa, senza segnalatori e senza un’area di cantiere delimitata.
Le carte ricostruiscono una manovra in retromarcia a velocità inadeguata che ha travolto la vittima. Gli esami tossicologici indicano un consumo recente di cocaina da parte di Gnoli, ritenuto compatibile con l’azzardo alla guida.
La difesa, mentre l’imputato non risponde ai magistrati, prepara l’istanza per i domiciliari. Intanto l’inchiesta allarga il perimetro: non solo la condotta del conducente, ma anche l’intero sistema di controlli sui lavori in spiaggia finisce sotto la lente. Ora la parola passa al giudice.