22 Settembre, 2026 Cesenatico

Un sorriso e un po’ di cibo per gatti, oche e nutrie: è lei “La signora del parco” 

Arriva quando il cielo ha ancora il colore del sonno. La sua bicicletta fruscia sul vialetto umido e, come un segnale segreto, dal verde sbucano presenze silenziose: i gatti appaiono dai cespugli, le oche ondeggiano dal laghetto, persino le nutrie avanzano guardinghe. Lei sorride, appoggia il mezzo al lampione, apre le borse e il parco si fa casa.
Succede ogni mattina, sette giorni su sette, trecentosessantacinque giorni l’anno. Non esiste pioggia che tenga, né freddo che spaventi. Il suo passo è una promessa mantenuta, un appuntamento che conoscono solo quelli che corrono presto, i runner con il fiato corto e lo sguardo complice: testimoni discreti di un rito che non chiede platee.

La signora del parco parla poco; contano i gesti. Divide il pane in briciole pazienti, chiama per nome i più affezionati, allontana con dolcezza i più vivaci. Ogni creatura, nutrita, trova il suo posto; e anche il parco sembra respirare meglio.

Quando il sole supera i tetti e il mondo s’inceppa nel traffico, lei richiude le borse, carezza un gatto, sistema la cesta rossa. Riparte piano, come è arrivata. Resta la scia di un bene umile e tenace, il segreto più romantico del Levante: una donna che, all’alba, ricordandoci la misura, dà da mangiare praticamente a tutti. E così il parco, per qualche ora, diventa più umano.

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