Mentre fa discutere il no al corso di Filosofia per i cadetti dell’Accademia militare, un altro progetto si spegne in silenzio. È la laurea magistrale in “Religioni, storie e culture”, attivata nel 2022 come percorso congiunto tra l’Università di Bologna, quella di Modena e Reggio Emilia e la Facoltà regionale, salutata dal cardinale e presidente della Cei Matteo Zuppi.
Già un anno fa il Nucleo di valutazione di Unibo aveva segnalato le criticità: solo 14 immatricolati al primo anno. A febbraio il dipartimento comunica ai direttori l’intenzione di disattivare il corso e, il 17 ottobre, il Consiglio di studi collega la scelta al “ridotto sviluppo” e a fattori come caro-vita, calo demografico e concorrenza delle università telematiche.
Nel verbale restano il rammarico di docenti e la richiesta, respinta, di un periodo di prova in più. Il teologo Alberto Melloni critica sia il metodo – “la decisione è stata notificata a cose fatte, senza un vero confronto con gli atenei partner né con Zuppi” – sia il merito: “Quel corso teneva insieme tradizioni religiose diverse ed era un argine all’analfabetismo religioso e agli antisemitismi”. Una chiusura che, avverte, pesa sull’immagine e sulla missione culturale dell’Alma Mater.