22 Settembre, 2026 Cesenatico

Variazione di bilancio, Bandieri: “Abbiamo perso un’occasione”

“È bene dirlo chiaro, subito, senza giri di parole: ogni euro di questa variazione di bilancio nasce dall’IMU sulle piattaforme ENI”. Parte subito a tavoletta Fabio Bandieri, capogruppo della lista civica di centrodestra. “Questi fondi – rivendica – non piovono dal cielo, ma sono il frutto di una scelta, nostra, che ha prodotto risultati tangibili”. 

E qui il primo, inevitabile, “puntino sulle i”: “L’inserimento prudenziale nel bilancio 2016 non era un espediente contabile, era lungimiranza pura e semplice”. Poi incalza sul nodo delle tempistiche: “Le prime due annualità, 2010 e 2011, ENI le ha versate a novembre 2016: 1 milione e 250mila euro ciascuna. Subito. Disponibili. Punto”. E, quasi a scanso di equivoci: “Altro che nove anni dopo, i benefici si sono visti subito, eccome. Due milioni e mezzo in cassa allora: è storia, non propaganda”.

Poi la questione, spinosa, della narrazione pubblica. “Si legge di un 1,7 milioni per il lungomare delle colonie di Ponente, legati alla ‘variazione di bilancio’ come a un contenitore neutro, impersonale – dice – ma quei soldi hanno un nome e cognome: recupero IMU sulle piattaforme. Perché non dirlo? La trasparenza è un dovere, non un vezzo e ai cittadini va raccontata l’origine delle risorse”. 

Il cuore del dissenso è nella strategia o, per dirla con le parole di Bandieri, nella sua assenza. “Si prendono 3,8 milioni, si aggiunge 1 già disponibile, e si arriva a 4,8: poi si parcellizza, si spizzica, si annaffia ‘a pioggia’ – osserva – così l’ago non si muove. Serviva un progetto-faro, un segno. La vena Mazzarini, diciamolo, poteva diventare un unicum nazionale. E invece niente: si rinvia. Ma se non la facciamo adesso che abbiamo le risorse, quando?”. 

La critica scivola anche sulla sicurezza urbana, tema-copertina di queste ultime settimane: “Duecentomila euro alla polizia locale: per cosa, precisamente? Senza obiettivi misurabili – presìdi, tecnologie, pattugliamenti mirati, indicatori – resta un titolo. E la microcriminalità non la si batte con i comunicati: servono piani, non post”. 

C’è poi la sicurezza idraulica, che oggi non è un capitolo tecnico ma una politica pubblica. “Con eventi estremi sempre più frequenti – insiste il capogruppo della lista Buda – la variante poteva mettere un mattone importante su fognature e drenaggi. Durante il nostro mandato Hera ha riqualificato il depuratore per oltre 9 milioni: si poteva – si doveva – proseguire. Invece molti quartieri attendono ancora le fogne bianche”. 

Sul fronte economico, il colpo d’occhio è amaro: “Commercianti in affanno, vetrine accese che sono anche presidio di legalità: perché non intervenire sulla Tari? – domanda – zero misure per alleggerire la pressione fiscale di famiglie e imprese: le aliquote restano al massimo. Così si frena la ripartenza”. 

E le giovani coppie? “Tema eluso”, taglia corto. “Con risorse del genere non prevedere un asse dedicato alla casa è miopia”. 

Infine l’ex lavatoio, paradigma di un attendismo che stanca: “Stanziate 350mila euro non per completare, ma per preparare un bando che, forse, arriverà e non coprirà tutto. Dopo nove anni, la luce è ancora in fondo al tunnel”. 

Il congedo è amaro: “Un tesoretto così andava concentrato su una priorità, risolvendo almeno un nodo strutturale di questa città. Qui, al contrario, si è scelto di disperdere. Peccato, davvero. I cittadini se ne accorgono: o si decide, o si rinvia. E qui, purtroppo, si è rinviato”. 

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