Per anni abbiamo attribuito ai cani una caratteristica molto precisa: quella di fare pipì sempre negli stessi posti. Un palo, un angolo, una siepe. Arrivano, annusano, si riconoscono e lasciano il loro personale contributo alla storia urbana. Sembrava una loro esclusiva. E invece no. Evidentemente l’essere umano, ogni tanto, ama sorprendere.
Perché anche l’uomo moderno, cittadino tecnologico, possessore di smartphone, app e navigatori satellitari, pare conservare qualche istinto ancestrale.
E così capita che all’inizio di Via dei Mille, angolo Viale Trento, si sia sviluppata una curiosa tradizione locale: fermarsi, guardarsi intorno con fare apparentemente discreto e trasformare un pezzo di marciapiede in un bagno all’aperto.
Lo raccontano diversi residenti, lo confermano anche tanti passanti. La dinamica sarebbe più o meno sempre la stessa. Quella zona, che soltanto all’apparenza sembra appartata, sembra attirare improvvise emergenze fisiologiche. Una specie di richiamo misterioso, un magnetismo urbano che evidentemente qualcuno avverte più di altri.
Ora, scherzi a parte, il tema non è soltanto quello del decoro. Perché una città ordinata è fatta anche di piccoli gesti di rispetto verso gli altri e verso gli spazi comuni. E forse sarebbe il caso di interrompere questa singolare tradizione prima che qualcuno installi una targa: “Qui, dal 2026, l’uomo tornò alle origini”.