La nuova ciclabile di via Manin finisce al centro della discussione pubblica dopo la diffusione di un video che, in questi giorni, ha alimentato una vivace polemica sui social. Le immagini mostrano il nuovo tratto asfaltato e illuminato che si interrompe improvvisamente prima di arrivare fino alla palestra Bloom, facendo nascere critiche e ironie sull’effettiva utilità dell’intervento.
A fare chiarezza, però, è il Comune, che interpellato sulla vicenda spiega come quel punto finale non ricada su area pubblica. Il tratto mancante, infatti, appartiene a un privato e, proprio per questo motivo, l’amministrazione non ha potuto procedere oltre con i lavori né realizzare opere su un terreno che non rientra nella propria disponibilità.



Il nodo riguarda in particolare gli ultimi metri che separano la ciclabile dalla palestra. Se clienti e utenti vogliono raggiungere l’ingresso in modo più comodo e sicuro anche in bicicletta o a piedi, l’eventuale completamento del collegamento non spetta al Comune, ma al proprietario dell’area.
In sostanza, il pubblico ha realizzato la pista fino al confine possibile. Per superare quel breve tratto off-road, che oggi rappresenta l’elemento più contestato, dovrebbe essere il titolare della palestra ad intervenire con una sistemazione adeguata, come una passerella, uno stabilizzato o un’altra soluzione utile a collegare il percorso ciclabile all’accesso della struttura.
La precisazione dell’amministrazione sposta dunque il baricentro della discussione: non tanto sulla realizzazione dell’opera pubblica, quanto sulla mancanza di raccordo finale in un’area che resta fuori dalla competenza comunale.