7 Novembre, 2026 Cesenatico

Villamarina, il caso Corallo e quel cantiere che bussa alle porte dell’estate

La stagione non è ancora ufficialmente iniziata, ma a Villamarina c’è già un caso che fa discutere: quello del bagno Corallo n.45. 

Sullo sfondo di una vicenda piuttosto bizzarra l’incertezza che da tempo accompagna il futuro delle concessioni demaniali e, con essa, uno dei nodi più delicati per chi lavora sulla costa: quello degli stabilimenti che insistono ancora sulla fascia demaniale e che, in prospettiva, potrebbero ritrovarsi esposti alle conseguenze di un eventuale cambio di concessione.

È dentro questo quadro che si inserisce l’operazione avviata dal Corallo, il cui titolare ha presentato, ormai da un paio d’anni per la verità, un progetto di demolizione e ricostruzione parziale destinato a modificare in maniera significativa la collocazione dello stabile. L’obiettivo, in sostanza, è chiaro: mettere al riparo il bene sotto il profilo patrimoniale, spostandolo dalla fascia demaniale a una porzione di area privata, così da sottrarlo alle incognite che potrebbero aprirsi in caso di asta o di futuro subentro nella concessione.

Dal punto di vista del concessionario, insomma, si tratta di una scelta che ha una sua logica: blindare l’immobile e separare il destino dello stabile da quello, più incerto, del titolo concessorio. Una mossa che può essere letta come una forma di autotutela in un contesto normativo ancora nebuloso, dove il confine tra prudenza e corsa ai ripari è sempre più sottile.

A far discutere, però, non è tanto il senso dell’operazione quanto il suo calendario. Secondo quanto trapela, infatti, il cantiere potrebbe partire fra due o tre settimane, dunque nel pieno del mese di maggio, quando la spiaggia comincia già a cambiare passo e a prepararsi all’arrivo dei primi flussi consistenti. E qui il tema diventa inevitabilmente anche di opportunità. Perché l’idea di inaugurare la bella stagione con ruspe, demolizioni e lavori sull’arenile non è esattamente il miglior biglietto da visita turistico: il classico ombrellone vista mare, con possibile sottofondo di martelli pneumatici e mezzi di cantiere, non sembra destinato a entrare nei dépliant promozionali.

Il rischio, naturalmente, è quello di creare disagi proprio nelle settimane in cui Villamarina comincia a riempirsi, complice il bel tempo e l’avvicinarsi dell’estate. Sul piano operativo il problema è evidente, ma c’è anche un tema d’immagine: un cantiere aperto in spiaggia a ridosso della stagione finisce inevitabilmente per sollevare più di una perplessità.

Va poi aggiunto che il progetto non prevede, almeno per quest’anno, una ricostruzione completa dello stabile. In una prima fase verrebbe realizzata soltanto la parte necessaria ai servizi, così da consentire l’attività dello stabilimento balneare, mentre il bar non sarebbe rifatto nell’immediato e slitterebbe alla stagione successiva. Una soluzione parziale, dunque, pensata per salvaguardare l’essenziale e rinviare il resto.

Più arretrata, invece, la situazione del bagno Milano, dove il nodo appare simile ma, allo stato attuale, non risultano ancora progetti noti. Ma è il Corallo, oggi, a trasformare una questione tecnica e patrimoniale in un caso molto concreto, visibile e tutto estivo. Proprio quando, in Riviera, la parola che tutti vorrebbero sentire è “apertura”, non certo “demolizione”.

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