22 Settembre, 2026 Cesenatico

Virna Lisi a Cesenatico: un’estate del 1964 tra cinema e Riviera

Il 18 dicembre 2025 ha segnato undici anni dalla morte di Virna Lisi, scomparsa a Roma il 18 dicembre 2014. Nata ad Ancona l’8 novembre 1936 (Virna Pieralisi), arrivò giovanissima a Roma e, nel giro di pochi anni, divenne uno dei volti più amati del cinema italiano: bionda, luminosa, ma soprattutto disciplinata, capace di lavorare moltissimo senza perdere misura e ironia.

Raccontarla “da Cesenatico” – partendo da una foto dell’archivio del grande Gian Pietro Stignani – significa riaprire un album di cronaca mondana: luglio 1964, il Palazzo del Turismo pieno di fotografi, il pubblico assiepato, la città che in estate si trasforma. In quelle stagioni la riviera romagnola era un circuito nazionale dello spettacolo; e il Premio “Agro – Dolce” – definito un premio di costume, una sorta di “pagella” per gli idoli del momento, capace di accendere chiacchiere e giornali – fece parlare di sé soprattutto nelle edizioni 1963 e 1964.

Che quella serata sia rimasta nella memoria locale lo dice anche la documentazione negli archivi dell’Emilia-Romagna, dove compaiono rassegne stampa dedicate al “Premio Agro – Dolce 1964”: per Cesenatico era un modo di portare il cinema “in piazza”, davanti a tutti.

Anche Virna Lisi passò da quella passerella: alcune didascalie d’archivio la mostrano con Enzo Tortora durante una consegna del Premio (luglio 1964). E al di là dell’etichetta “agro” o “dolce” che faceva sorridere le cronache, resta l’immagine di un’attrice già modernissima: elegante ma non distante, “da star” e insieme da vacanza, perfetta per una Cesenatico che voleva sentirsi parte del cinema.

Da quei flash estivi la sua carriera continuò a crescere: lavorò anche in produzioni internazionali negli anni Sessanta e, col tempo, seppe reinventarsi in ruoli sempre più complessi. La consacrazione critica arrivò con la maturità, fino alla Caterina de’ Medici de La regina Margot (1994), che la riportò al centro della scena europea.

Per questo Cesenatico, oggi, è più di una nota a margine: è un fotogramma che racconta l’Italia di allora e una donna capace di attraversarla senza farsi consumare dal mito.

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