22 Settembre, 2026 Cesenatico

Vongolari, cresce la tensione: le troppe multe mettono in allarme la marineria


Tra i vongolari di Cesenatico cresce il malumore. Negli ultimi tempi sono aumentati i controlli e le sanzioni da parte della Capitaneria di Porto, chiamata a far rispettare norme che negli anni sono diventate sempre più stringenti. 

Nessuno, all’interno della categoria, mette in discussione il principio della legalità e della tutela della risorsa, ma molti pescatori lamentano un progressivo irrigidimento delle regole che starebbe mettendo a dura prova la sostenibilità economica dell’attività.

Per capire il disagio basta guardare l’evoluzione dei quantitativi autorizzati. Negli anni Ottanta un’imbarcazione poteva arrivare a sbarcare fino a 30 quintali di vongole, pari a circa 300 sacchi. Successivamente il limite è stato ridotto a 20 quintali, poi a 12, quindi a 6. Oggi il tetto è fissato a 4 quintali, non più di 40 sacchi per uscita. Una riduzione drastica che, secondo i pescatori, ha cambiato completamente l’economia del settore.

A preoccupare ulteriormente la categoria è la nuova, severissima normativa entrata in vigore il 29 maggio che prevede, per una seconda sanzione comminata nell’arco di un anno, la sospensione dell’attività fino a tre mesi, oltre alle sanzioni economiche accessorie e il fermo temporaneo delle attrezzature di pesca.

I vongolari sostengono che il mercato continui però a richiedere quantitativi superiori a quelli che oggi possono essere conferiti. «Nei fine settimana scorsi diversi ristoratori di Cesenatico non sono riusciti a trovare prodotto sufficiente», raccontano alcuni pescatori. Una situazione che, a loro giudizio, dimostrerebbe come il problema non sia necessariamente la presenza della risorsa in mare.

Sul tema esistono però valutazioni differenti. Le limitazioni introdotte negli anni sono state motivate dagli enti competenti con l’obiettivo di garantire una gestione sostenibile della pesca e preservare gli stock nel lungo periodo. I pescatori, dal canto loro, sostengono che in alcune aree dell’Adriatico, in particolare verso il riminese, la presenza di vongole sia ancora abbondante, mentre più complessa sarebbe la situazione davanti alla costa ravennate. 

Il confronto tra istituzioni e marineria resta quindi aperto. Da una parte la necessità di tutelare la risorsa e contrastare eventuali abusi, dall’altra le difficoltà di una categoria che teme di vedere progressivamente ridotti spazi operativi e redditività. Una partita delicata che riguarda non solo i pescatori, ma un intero comparto storico dell’economia dell’Adriatico.

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