A Valverde il problema dei vongolari di frodo non è più un episodio isolato. È diventato un fenomeno organizzato, ripetuto, quasi metodico. Da mesi, nelle ore notturne, davanti alla spiaggia si muovono gruppi che battono il fondale, raccolgono vongole in quantità e poi spariscono prima dell’alba.
La domanda che molti residenti si fanno è sempre la stessa: com’è possibile che non vengano mai presi? La risposta, secondo diverse segnalazioni raccolte in città, starebbe in un trucco vecchio come il mondo: il “palo”.
Ci sarebbe infatti una persona appostata nelle ore notturne sulla banchina del porto canale, in posizione utile per controllare eventuali movimenti della Capitaneria di Porto. Un “palo”, una sentinella. Se la motovedetta esce, parte la telefonata. E a Valverde, nel giro di pochi minuti, tutto si ferma: chi è in acqua scappa, gli attrezzi vengono abbandonati alla rinfusa, il lavoro viene interrotto.
Questo spiegherebbe perché, spesso, si trovano strumenti lasciati sulla battigia, ma non i responsabili. La segnalazione arriva, la Capitaneria si muove, ma i vongolari sono già stati avvisati. Così il controllo diventa una rincorsa persa in partenza.
Il fenomeno, intanto, cresce. Non parliamo di chi raccoglie qualche manciata di vongole per uso personale, ma di un’attività parallela che, secondo le stime raccolte sul territorio, può valere anche attorno ai mille euro a notte. Tradotto: decine di migliaia di euro al mese, fuori da ogni tracciabilità, fuori dai controlli sanitari, fuori dalle regole.
A pagare sono tutti: i residenti, costretti a sopportare rumori per ore; i bagnanti, che la mattina possono trovare buche pericolose sul fondale; i mezzi di salvataggio, talvolta usati come appoggio; e soprattutto i vongolari regolari, già stretti da limiti, controlli e sanzioni, mentre qualcuno fa concorrenza sleale lavorando nel nero.
Il cambio al comando della Guardia Costiera di Cesenatico, con Emmanuele Latino subentrato a Emanuela Colì, può essere l’occasione per voltare pagina. Servono strategie meno prevedibili, controlli non annunciati dai movimenti della motovedetta, coordinamento e maggiore intelligenza operativa.
Perché se tutti conoscono il trucco della vedetta, allora il problema non è più capire come scappano. È capire come anticiparli.