Cesenatico si risveglia con l’acqua addosso e, insieme all’acqua, il consueto rimpallo di responsabilità. La mareggiata della mattina, figlia di un’ondata di maltempo intensa e fuori scala per frequenza e durata, ha rimesso al centro il “muretto” anti-esondazione e le paratie realizzate lungo il porto canale: un pacchetto di lavori da circa 1,5 milioni di euro pensato per contenere ingressioni marine e allagamenti nelle zone più esposte.
Per Emilio Zarelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, l’opera “non funziona”: l’acqua entra comunque e, in alcuni punti, ristagna. Parole dure, che rimbalzano sui social e tra gli operatori commerciali provati da una stagione già complicata.
A fare da contrappunto, le dichiarazioni del sindaco Matteo Gozzoli: pochi giorni fa aveva rivendicato l’efficacia del sistema, ricordando la chiusura delle Porte Vinciane “al primo test” dopo il completamento dei lavori e la riduzione degli allagamenti nelle aree storicamente fragili.
Un punto di vista, secondo Zarrelli, troppo ottimistico e sconfessato dai fatti: “Abbiamo speso 1,5 milioni di euro per questa opera – evidenzia sulla sua pagina social il capogruppo di Fratelli d’Italia – ma non solo il muretto non conta nulla perché l’acqua entra, ma poi rimane anche dentro e ristagna. Il mio falegname con ventimila lire la faceva meglio…”, conclude citando una frase-cult di Aldo, Giovanni e Giacomo.
