“C’è grande dispiacere nel vedere che una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Cesenatico, votata anche dal Partito Democratico, sia stata completamente ignorata dalla Regione”. Emilio Zarrelli, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, interviene così sulla scelta dell’Emilia-Romagna di anticipare, dal 2027, l’apertura delle scuole con attività extrascolastiche già a fine agosto.
Per Zarrelli si tratta di una decisione “miope e poco lungimirante”, destinata a produrre conseguenze pesanti sul turismo romagnolo. “Già lo scorso anno — ricorda — avevamo espresso una posizione chiara: modificare il calendario scolastico, o con lo sprint break o con l’anticipo della campanella, significa colpire un periodo turistico fondamentale per la Riviera. Oggi, malgrado la proposta della Regione sia facoltativa, quelle preoccupazioni vengono confermate”.
Il punto, secondo il capogruppo FdI, non riguarda soltanto gli operatori turistici. “Questa misura viene presentata come un sostegno alle famiglie, ma rischia di danneggiare proprio le famiglie. Molti scelgono le prime settimane di settembre per andare in vacanza perché i costi sono più bassi, il periodo è più accessibile e la Riviera offre ancora servizi e qualità. Spingere al rientro già a fine agosto significa ridurre ulteriormente la stagione balneare, togliere libertà di scelta e colpire il turismo settembrino”.
Nel mirino anche l’investimento previsto, circa 3 milioni di euro. “Risorse pubbliche importanti — sottolinea Zarrelli — che avrebbero potuto essere destinate diversamente: alla scuola, alla sanità o ad altre emergenze reali della Regione. Invece si finanzia un meccanismo che rischia di mettere il pubblico in concorrenza con il privato, con chi lavora, investe e vive di stagione”.
Da qui la critica politica alla giunta regionale. “La Regione continua a parlare di destagionalizzazione e poi assume decisioni che vanno nella direzione opposta. Le località di mare subiranno perdite negli anni, e questo non può essere derubricato a effetto collaterale. Parlare di risposta strutturale, come ha fatto il presidente De Pascale, lascia basiti: per il turismo romagnolo questa rischia di essere una risposta distruttiva”.
Zarrelli conclude con un richiamo al territorio: “La Regione dovrebbe ascoltare di più Comuni, categorie e imprese. Cesenatico, nell’interesse delle sue imprese, aveva parlato con una voce sola. Purtroppo, quella voce non è stata ascoltata”.