“Basta con la criminalizzazione degli albergatori. Servono rispetto, equilibrio e verità”. È netta la presa di posizione del presidente di ADAC Federalberghi Cesenatico, intervenuto dopo il convegno sul lavoro nel turismo che si è svolto al Museo della Marineria (clicca qui).
Al centro della replica c’è soprattutto l’utilizzo della parola “sfruttamento”, giudicata troppo grave per essere estesa indistintamente all’intera categoria. “Non accettiamo che gli albergatori vengano dipinti come sfruttatori – sottolinea ADAC – quando la grande maggioranza degli imprenditori opera nel rispetto delle regole, dei contratti e della dignità dei lavoratori”.
L’associazione ricorda il lavoro svolto negli ultimi anni insieme alle altre organizzazioni di categoria, ai sindacati e all’Amministrazione comunale per migliorare le condizioni del lavoro stagionale. Tra le iniziative citate figurano il rinnovo del Contratto collettivo nazionale, la Card Welfare destinata ai dipendenti stagionali e i progetti costruiti per rafforzare il rapporto tra imprese e personale.
ADAC contesta anche una rappresentazione ritenuta parziale delle retribuzioni. Gli stipendi, viene ricordato, sono stabiliti dal contratto nazionale e non decisi arbitrariamente dai singoli imprenditori. Inoltre, in molte strutture, alla retribuzione netta di circa 1.500 euro si aggiungono alloggio, vitto completo, utenze e altri servizi sostenuti dall’azienda.
Secondo i calcoli dell’associazione, l’alloggio può avere un valore medio di circa 400 euro mensili, mentre colazione, pranzo e cena incidono per altri 300 euro. Il valore complessivo del trattamento può così raggiungere i 2.200 euro al mese, sollevando il lavoratore da numerose spese quotidiane.
“Questi elementi vengono spesso ignorati – sostiene il presidente – mentre si preferisce alimentare una narrazione che mette sotto accusa un’intera categoria”. Una categoria che, viene ribadito, “investe ogni anno risorse importanti per ammodernare gli alberghi, mantenere competitive le strutture, garantire occupazione e preservare il modello di ospitalità della Riviera romagnola”.
ADAC non nega che possano esistere situazioni irregolari: “Quando ci sono, devono essere accertate e perseguite con fermezza. Ma trasformare singoli casi in una condanna collettiva verso migliaia di imprenditori onesti è profondamente sbagliato”.
La conclusione è un invito ad abbandonare slogan e contrapposizioni ideologiche: “Gli albergatori non sono il problema, ma una parte fondamentale della soluzione. Senza imprese non ci sono posti di lavoro, senza investimenti non c’è turismo e senza turismo viene meno una parte essenziale dell’economia del nostro territorio”.