Il volto della Riviera è fatto di spiagge affollate, alberghi pieni e locali aperti fino a notte fonda. Ma dietro l’immagine di una stagione estiva da record esiste anche una realtà meno visibile, composta da migliaia di lavoratori che spesso affrontano turni pesanti, precarietà e condizioni contrattuali non sempre adeguate. È stato questo il tema dell’incontro organizzato mercoledì sera al Museo della Marineria di Cesenatico dalla federazione cesenate di Rifondazione Comunista insieme ai Giovani Comunisti e alla Fiom.
L’iniziativa ha proposto una riflessione sul mondo del lavoro in Riviera, mettendo a confronto il settore turistico con la situazione industriale rappresentata dalla vertenza Electrolux. Nel corso della serata sono intervenuti il ricercatore Marco Caligari, il segretario provinciale della Fiom Fabio Torelli e il giuslavorista Andrea Ronchi, che hanno analizzato il fenomeno della precarietà e delle irregolarità presenti in alcuni ambiti del mercato del lavoro.
Secondo i relatori, una parte significativa dell’economia turistica “continua a poggiare sul contributo di personale stagionale, spesso straniero, che opera in contesti caratterizzati da orari prolungati, salari contenuti e limitate garanzie”. Un quadro che, è stato sottolineato, “richiede maggiore attenzione da parte delle istituzioni e un rafforzamento degli strumenti di tutela”.
A fare da collegamento tra il mondo del turismo e quello dell’industria è stata Cinzia Colaprico, rappresentante della Rsu Fiom di Electrolux. Attraverso la propria esperienza ha ripercorso l’evoluzione dello stabilimento, dai tempi della Zanussi fino alle difficoltà più recenti, evidenziando come i cambiamenti del mercato abbiano modificato profondamente il rapporto tra impresa e lavoratori.
L’obiettivo della serata non è stato quello di mettere in discussione il valore del turismo romagnolo, ma di richiamare l’attenzione sulle criticità che possono nascondersi dietro il successo economico della stagione estiva, nella convinzione che parlare di diritti e legalità rappresenti un contributo per rendere il territorio “più equo e competitivo”.


