27 Settembre, 2026 Cesenatico

Camera mortuaria del Marconi, Confcommercio attacca l’Ausl: “La vera vergogna non sono i muri, ma gli spazi indegni per l’ultimo saluto”

La risposta dell’Azienda Usl della Romagna alle proteste sulle condizioni della camera mortuaria dell’ospedale Marconi di Cesenatico non convince Confcommercio. Anzi, l’associazione di categoria guidata da Giancarlo Andrini rilancia con forza le critiche, schierandosi al fianco dei cittadini che nelle ultime settimane hanno denunciato il degrado e l’inadeguatezza degli spazi destinati all’ultimo saluto ai propri cari.

Per Confcommercio, il problema “è noto da anni” e non rappresenta certo una novità. L’associazione ricorda infatti di aver sollevato la questione in più occasioni, “sia durante incontri con amministratori locali e dirigenti dell’Ausl, sia attraverso la stampa”. Era accaduto, ad esempio, durante la presentazione del Centro di Assistenza Urgenza (CAU), progetto contestato perché ritenuto un ridimensionamento dei servizi sanitari del Marconi, e successivamente anche nel corso dell’illustrazione del progetto della Casa della Salute. In entrambe le occasioni, sottolinea Confcommercio, “era stata riconosciuta l’esistenza del problema e manifestata la disponibilità a individuare una soluzione”. 

Secondo Andrini, però, la recente replica dell’Azienda sanitaria manca completamente il bersaglio. “Si parla di nuove celle frigorifere, di tinteggiature, battiscopa e rifiniture. Interventi certamente utili e apprezzabili, ma che non affrontano la questione principale”, osserva il presidente.

Il nodo, infatti, non riguarda l’aspetto estetico dei locali, bensì la loro organizzazione. L’area destinata all’esposizione delle bare e all’accoglienza dei familiari viene giudicata “del tutto insufficiente”: “Una stanza di appena una dozzina di metri quadrati nella quale, molto spesso, trovano posto contemporaneamente due o addirittura tre feretri. Una situazione che costringe parenti e amici a condividere un momento di profondo dolore con altre famiglie, senza alcuna possibilità di raccoglimento, riservatezza o intimità”. 

Alle criticità interne – secondo Andrini – si aggiungono quelle dell’area esterna. Anche qui il giudizio è severo: “Mancano spazi adeguatamente protetti dal sole e dalla pioggia e il gazebo installato negli anni scorsi viene definito insufficiente, tanto da trasformarsi, nelle giornate estive, in una sorta di serra”. 

Per Confcommercio, la riorganizzazione degli spazi dell’ospedale Marconi, legata alla realizzazione della Casa della Salute, rappresenta un’occasione irripetibile per risolvere definitivamente una situazione che l’associazione definisce «una vergogna per la città». 

L’appello è rivolto all’Azienda Usl e alle istituzioni affinché si intervenga finalmente sul cuore del problema: “Garantire ai cittadini un luogo dignitoso, rispettoso e adeguato per accompagnare nell’ultimo saluto i propri cari”. Perché, conclude Andrini, “il diritto al decoro e alla privacy non può fermarsi sulla soglia di una camera mortuaria”. 

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