Sarà l’udienza preliminare di metà dicembre a segnare il prossimo passaggio della vicenda giudiziaria di Mattia Missiroli. La procura di Ravenna ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex sindaco di Cervia, architetto di 44 anni, per maltrattamenti in famiglia. In quella sede la moglie, dalla quale si sta separando, potrà scegliere di costituirsi parte civile, assistita dall’avvocato Giovanni Scudellari.
Missiroli, difeso dall’avvocato Ermanno Cicognani, ha ripetutamente respinto le contestazioni, dichiarandosi del tutto “estraneo ai fatti addebitati”.
L’accusa, formulata dalla pm Angela Scorza sulla base degli accertamenti della polizia, riguarda diversi episodi fino al 5 dicembre 2025. Quel giorno l’accesso della donna in ospedale determinò l’apertura d’ufficio di un fascicolo nell’ambito del codice rosso. È contestata anche l’aggravante della presenza di familiari minorenni. Non rientrano invece nell’imputazione le lesioni, con una prognosi di sette giorni, per le quali non era stata presentata querela.
Il nodo giudiziario riguarda la qualificazione dei comportamenti denunciati. Il gip di Ravenna, che il 19 dicembre aveva respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere, non aveva ravvisato, sul piano indiziario, il carattere “abituale e intollerabile” delle vessazioni necessario per configurare i maltrattamenti, senza per questo sminuire il racconto della donna.
Il tribunale di Bologna, intervenuto sull’appello della procura, ha espresso una valutazione diversa: sussisterebbero “gravi indizi” per il reato contestato. Ha tuttavia confermato “l’assenza di esigenze cautelari”, considerando “cessato il pericolo di reiterazione” dopo la fine della convivenza.
Sono – vale la pena ribadirlo – valutazioni maturate nella fase cautelare, non un accertamento definitivo di responsabilità. A dicembre il giudice dovrà decidere sulla richiesta di processo per Missiroli, alla guida di Cervia dall’11 giugno 2024 al 26 gennaio 2026.