Dopo anni di stop, fallimenti e contenziosi, il Comune di Cesenatico consolida l’acquisizione dell’area ex Nuit e – seppur tra qualche polemica (clicca qui) – rimette in moto la rigenerazione delle Colonie di Levante.
In cambio, al soggetto attuatore (Immobiliare Cesena Nord – gruppo Bastone) viene riconosciuta la possibilità di completare e riorganizzare la capacità edificatoria residenziale del comparto, pari a circa 6.700 mq, traducibile in un intervento che prevede la costruzione di 130-140 appartamenti, con più verde e senza “torri” né piani interrati (come previsto invece nel progetto originario).
La vicenda nasce nel 2010 con l’Accordo di programma “ex Nuit e una parte delle Colonie di Levante”: un pacchetto di riqualificazioni pubbliche e private che, nei fatti, si è arenato presto. Tra ritardi e la crisi della società attuatrice (la ex Fincarducci, poi fallita nel 2017), il progetto si è trascinato per anni, fino alla necessità di rinegoziare l’impianto originario.
Il punto di svolta arriva con il subentro di nuovi imprenditori e con la rimodulazione approvata nel 2023: l’operazione chiave è la permuta che porta al Comune l’“area ex Nuit” (e l’area di viale dei Mille) mentre al privato – l’immobiliarista Bruno Bastone (arrivato secondo nel bando ma poi subentrato al soggetto vincitore) – viene trasferito lo stabile comunale residenziale collocato tra via Marconi e via L. Da Vinci (dove è già operativo un cantiere).
Cesenatico mette così al sicuro un “buco” urbano strategico – quello dell’ex Nuit – destinandolo a dotazioni pubbliche, mentre il privato ottiene la cornice urbanistica per portare a termine le operazioni residenziali sulle ex colonie.
La bozza discussa ieri sera in consiglio comunale rappresentava la fase finale e più rilevante: una variante che allarga il perimetro e rende l’intervento finalmente continuo. Il soggetto attuatore inserisce, infatti, anche le colonie Adria e Letizia (i due immobili tra San Vigilio e Gioiosa), aumentando la superficie fondiaria complessiva (da 6.182 a 11.802 mq) ma senza aumentare la superficie residenziale complessiva, che resta di circa 6.700 mq.
Il “cuore” del nuovo patto pubblico-privato sta nello scambio di benefici: il Comune di Cesenatico consolida la propria acquisizione dell’ex Nuit (gratuitamente per l’ente nell’equilibrio complessivo dell’operazione) e ottiene ulteriore “città pubblica” grazie alla cessione di una porzione della colonia da destinare a verde attrezzato e connessioni ciclo-pedonali verso il mare, con l’impegno del privato ad attrezzare l’area.
In cambio, l’accordo riconosce al privato la possibilità di realizzare la capacità edificatoria residenziale del comparto in modo più razionale: al posto di un condominio su Gioiosa e di una torre sulla CIF, la superficie viene ridistribuita in quattro edifici residenziali, un edificio parcheggio e due villette a schiera.
L’intervento, a regime, è compatibile con un numero di alloggi nell’ordine di 130-140 unità, ma con un impianto meno impattante: eliminata la tipologia “a torre” (14 piani, oltre 48 metri di altezza!), vietati i piani interrati e imposto il rispetto del Tirante Idrico del PUG, per ridurre la vulnerabilità alluvionale.
In sintesi: dopo un quindicennio di stallo, il Comune chiude la partita ex Nuit trasformandola in patrimonio pubblico e sblocca la rigenerazione delle Colonie di Levante con un progetto più “basso”, più permeabile e con più spazi pubblici.