Non è un regolamento nuovo, ma la disciplina che da oltre due anni stabilisce come possono essere realizzati e utilizzati i dehors a Cesenatico, con prescrizioni particolarmente stringenti nel centro storico e lungo il Porto Canale.
Il “Regolamento per l’installazione di dehors, di elementi di arredo e occupazione di suolo pubblico” è stato approvato dal Consiglio comunale il 29 maggio 2024 con deliberazione n. 22 ed è ancora oggi il riferimento per le concessioni.
I documenti che ne accompagnarono la nascita permettono però di ricostruire nel dettaglio un percorso durato oltre un anno. A guidare il lavoro furono il sindaco Matteo Gozzoli e la dirigente Chiara Benaglia, affiancati da un gruppo interno composto da Francesca Laderchi, Lara Brighi, Giuseppe Panella e Paolo Bernardini e dal consulente Carlo Lazzari.
L’esigenza era quella di superare una normativa stratificatasi nei decenni. Il primo regolamento specifico sul Porto Canale risaliva addirittura al 1986; nel 1999 era arrivata una nuova disciplina che portava fino a 80 metri quadrati la superficie massima occupabile. Poi modifiche e integrazioni successive. Dopo il Covid e con l’approvazione del Pug nel 2022, il Comune decise di ricomporre tutto in un sistema unitario capace di tenere insieme due esigenze: dare spazi esterni alle attività economiche e tutelare decoro, sicurezza e valore storico del centro.
Il regolamento classifica i dehors in sei configurazioni: A, tavoli e sedie con eventuali ombrelloni; A1, con delimitazioni laterali; B, con tende a sbraccio; B1, con delimitazioni; C, con gazebo; C1, gazebo con delimitazioni.
Il centro storico viene invece diviso in dieci zone, con regole differenti per via Armellini, Giordano Bruno, Marino Moretti, corso Garibaldi, piazza Pisacane, piazza Ciceruacchio, piazza Fiorentini, via Mazzini, via Saffi e il resto dell’area storica.
Sul Porto Canale, dove l’equilibrio è più delicato, in diverse zone si arriva a un massimo di 80 metri quadrati. Fra due occupazioni confinanti devono però restare tre metri liberi per consentire l’accesso alla banchina. È vietato sistemare dehors sulla banchina vera e propria e davanti agli innesti delle strade. In tutto il centro storico deve inoltre essere garantito un corridoio di 3,50 metri di larghezza per 4 metri di altezza destinato ai mezzi di soccorso, mentre davanti agli idranti deve rimanere almeno un metro libero.

Anche la Capitaneria di Porto, già nel maggio 2023, aveva dato parere favorevole a condizione che le strutture non invadessero la banchina, non ostacolassero ormeggi e attività portuali e lasciassero sempre libero il transito dei mezzi di emergenza. L’Autorità marittima si riservava inoltre la possibilità di ordinare lo sgombero immediato delle aree in presenza di particolari esigenze operative.
Il confronto più difficile riguardò però paraventi e fioriere. Nell’agosto 2023 la Soprintendenza diede parere favorevole al regolamento, ma pose sette prescrizioni. Fra queste, per i paraventi sul lato parallelo al canale, chiedeva una apertura di almeno tre metri ogni otto metri, proprio per evitare una barriera continua che oscurasse la visuale del Porto Canale.
Il Comune non considerò quella soluzione funzionale. Benaglia sostenne formalmente che le aperture avrebbero fatto entrare correnti d’aria, rendendo inutilizzabili parte dei tavoli e rischiando persino di provocare chiusure improvvisate con materiali esteticamente peggiori. Ricordò inoltre che il progetto già garantiva tre metri fra concessioni, spazi davanti agli idranti e paraventi rigorosamente trasparenti.
Seguì quindi una lunga trattativa con più richieste di riesame. Nel marzo 2024, dopo le osservazioni delle associazioni di categoria, Benaglia scriveva alla Soprintendenza cercando esplicitamente un “punto di caduta” tra tutela architettonica e necessità economiche e igienico-sanitarie degli esercizi.
Il compromesso entrato nel regolamento consente i paraventi sui due lati corti durante il periodo autorizzato e permette di chiudere anche il lato lungo parallelo al canale soltanto dal 1° marzo al 31 maggio e dal 1° settembre al primo weekend di novembre. Nei mesi centrali dell’estate, dunque, quel lato deve rimanere aperto. I paraventi possono raggiungere i 170 centimetri ma devono essere in vetro o plexiglass trasparente, senza pubblicità; le fioriere, alte al massimo 120 centimetri compresa la pianta, sul Porto Canale sono ammesse soltanto sui lati corti.
Molto dettagliata anche la parte estetica: tavoli e sedie devono essere sobri e coordinati; vietati tappeti, puff, divani e sedie pubblicitarie. Gli ombrelloni non possono riportare pubblicità, le pedane devono eliminare dislivelli senza creare barriere architettoniche, mentre luci, colori, gazebo e tende devono rispettare precise caratteristiche.
Il regolamento del 2024, insomma, non nacque semplicemente per disciplinare quanti tavoli mettere fuori da un ristorante. Dietro quelle norme c’è un tentativo molto più complesso: far convivere l’attività economica e turistica con la necessità di non trasformare il Porto Canale in una successione continua di strutture, barriere e arredi, salvaguardando nello stesso tempo accessibilità, sicurezza e una delle visuali più identitarie di Cesenatico.