24 Settembre, 2026 Cesenatico

Festa del Pesce, nello stand della Ccils: “Siamo qui per aiutare i nostri ragazzi”

Per alcuni la Festa del Pesce è una preziosa opportunità di business e, infatti – dietro alla foglia di fico della valorizzazione della più tipica cucina marinara – molti stand partecipano alla rassegna con la sola logica del profitto, cercando di accaparrarsi sempre le postazioni migliori. 

Tutto il contrario di Lando Casali che, con la sua associazione “Amici della Ccils”, dal 2008, ha un obiettivo molto diverso: raccogliere fondi da devolvere al laboratorio artigianale della Cooperativa in via Saltarelli, dove lavorano una trentina di ragazzi con gravi disabilità. 

Sarà quasi impossibile replicare la maxi-donazione di novembre, quando l’associazione devolse alla Ccils ben 30mila euro ma – a pochi giorni dalla fine – si prospetta comunque un risultato molto positivo: “Per noi ‘Azzurro come il Pesce’ sta andando come sempre molto bene – spiega Lando Casali, 75 anni ma un’energia da far invidia a parecchi giovani -. Non c’è la ressa della sagra di novembre, dove la presenza massiccia di camper alza sensibilmente il numero delle presenze, ma abbiamo comunque lavorato parecchio e dunque siamo contenti. Fino al pranzo di ieri (sabato) avevamo distribuito circa 4000 piatti di pesce, un dato che ci fa ben sperare”. 

Quanto è importante questa festa per finanziare i progetti della Ccils?

“Credo molto importante ed è lo scopo principale della nostra presenza qua. Nel nostri stand abbiamo circa 60 volontari che, senza neppure percepire un rimborso spese, mettono a disposizione il loro tempo – a volte qualche ora, ma anche intere giornate – per aiutarci in questa nobile causa. E’ un gruppo meraviglioso che, come me, ha un’unica finalità: sostenere i laboratori protetti della cooperativa dove lavorano ragazzi con handicap gravi che, da sempre, hanno nella Ccils un punto di riferimento vitale”. 

Perché quel laboratorio ha così tanto bisogno di sostegno? 

“Perchè non viene gestito con la logica del profitto, ma con l’obiettivo primario di far lavorare quei ragazzi. Non avendo neppure una convenzione con l’Ausl non è semplice per la cooperativa mantenere la sostenibilità economica del progetto. Ecco perchè iniziative come queste ci permettono di raccogliere quei fondi che, altrimenti, non sapremmo come reperire. Noi tutti siamo qui solo per questi ragazzi”. 

In questa iniziativa sono coinvolti anche ragazzi del laboratorio?

“Sì certo, proviamo a coinvolgerli nelle varie mansioni stando ben attenti che non si facciano male. Assegnamo loro dei compiti semplici, in linea con le loro possibilità. In altri contesti i nostri ragazzi vengono ignorati ed emarginati, da noi invece qualcosa da fare glielo troviamo sempre”. 

Quali progetti, in particolare, vengono finanziati con i proventi della Festa del Pesce?

“Come spendere quei soldi lo decide, nella sua autonomia gestionale, la Cooperativa. Noi chiediamo semplicemente che quelle risorse siano messe a disposizione dei ragazzi. A novembre, con grande orgoglio, riuscimmo a donare 30mila euro. Stavolta non sarà semplice raccogliere quella somma, ma stiamo dando tutti il massimo affinché nelle casse dell’associazione restino più risorse possibili”. 

Come stanno i conti della Ccils? 

“Dopo alcuni anni di difficoltà, in cui chiudevamo il bilancio in pareggio o in perdita, le cose stanno andando decisamente meglio e quest’anno chiuderemo l’esercizio con una discreta marginalità. Del resto, lo ripeto, noi non operiamo con una logica aziendale. Tre quarti delle nostre risorse sono destinate al personale, qualsiasi impresa privata, con queste logiche, fallirebbe nel giro di pochi anni. Certo, quando alcuni servizi erano in capo al Comune, la nostra finalità solidaristica veniva sempre tenuta in debita considerazione, oggi che abbiamo a che fare con varie multiutility non sempre riusciamo a far quadrare i conti. Per fortuna, l’ultima attività di porta a porta ci ha consentito di aumentare le entrate e dunque, dopo tanti anni, si comincia a respirare”.

Siete contenti dello spazio che la fiera vi ha assegnato? 

“Beh, il cortile del Museo della Marineria è un’ottima vetrina e ci piacerebbe mantenerla anche nelle prossime edizioni. Prima eravamo davanti alla biblioteca, ma da lì ci hanno spostato. Ecco, io spero che per noi questa sia una destinazione definitiva perchè se il prossimo anno dovessero nuovamente cambiarci posto io proporrei all’associazione di non partecipare”. 

La gente dice che da voi si mangia benissimo…

“Senza alcuna presunzione, dico che sono d’accordo. Noi, a differenza di altri, lavoriamo il pesce all’ultimo minuto. E’ la nostra filosofia: noi non facciamo sughi e poi li congeliamo, ma cuciniamo tutto sul momento. E’ un modo molto dispendioso di gestire lo stand perchè serve sempre un numero molto alto di volontari, ma questo è il nostro modo di lavorare e ci piacerebbe mantenerlo”. 

Qual è il complimento più bello che vi hanno fatto quest’anno? 

“Per fortuna i complimenti sono sempre tanti, ma quando alla gente spieghi che i loro soldi verranno impiegati per aiutare dei ragazzi in difficoltà, quei complimenti diventano elogi ed ammirazione. Qualcuno si è pure commosso e, inutile dire, che queste per noi sono e resteranno sempre le soddisfazioni più belle”.

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