6 Ottobre, 2026 Cesenatico

Tentato furto all’Osteria Erbaluce: “Ha aperto la cassa, ma dentro non c’era nulla”

Qualche sera fa, all’Osteria Erbaluce di Cesenatico, la tranquillità dei minuti che precedono il servizio è stata interrotta da un episodio tanto rapido quanto sgradevole: un giovane straniero è entrato dalla porta principale del locale e ha tentato di aprire la cassa. Un gesto durato pochi istanti, ripreso dalle telecamere interne, che per fortuna non ha portato a nessun furto concreto.

Tutto è accaduto attorno alle 19.14, poco prima dell’inizio del servizio serale. “Io e Giorgia stavamo pranzando vicino alle vetrine dei vini, a circa cinque metri dalla cassa – racconta Francesco, titolare dell’Osteria Erbaluce –. A un certo punto abbiamo sentito chiaramente il rumore della cassa che veniva aperta. Mi sono alzato subito e sono andato a vedere”.

Quando Francesco si è avvicinato al banco, la cassa era già stata richiusa. Davanti a lui c’era un giovane di circa 23-24 anni, di chiara nazionalità nordafricana che, colto sul fatto, avrebbe provato a giustificarsi chiedendo semplicemente una bottiglia d’acqua. “Mi ha detto: ‘Salve, volevo sapere se avete mezzo litro d’acqua?’. Ma io il rumore l’avevo sentito. Gli ho risposto che non doveva prendermi in giro, perché l’acqua non si trova certo dentro la cassa…”. 

A quel punto il ragazzo si è allontanato dal locale, dirigendosi nel vicino locale gestito da cittadini del Bangladesh. Il titolare ha subito controllato le immagini delle telecamere interne, che hanno confermato la dinamica: l’ingresso dalla porta principale, il passaggio verso il banco e il chiaro tentativo di aprire il registratore. “Per fortuna non ha rubato nulla – spiega Francesco – perché io non lascio il fondo cassa nel registratore, soprattutto a inizio servizio. Oggettivamente non ha portato via niente, ma solo perché non c’era niente da prendere”. 

L’ingresso è avvenuto dalla porta principale, che in quel momento era aperta. “Alle sette diamo lo straccio per preparare il locale e, per asciugare velocemente, mettiamo un fermo alla porta. Di solito abbiamo la chiusura centralizzata e il campanello proprio per tutelare noi e i clienti da episodi di questo tipo”. 

Non si tratta, purtroppo, del primo caso. “L’anno scorso, più o meno ad agosto, era già successo un episodio simile: erano entrati e avevano rubato il cellulare a un cliente. Da allora abbiamo cercato di aumentare le precauzioni”.

Resta l’amarezza per un fatto avvenuto in un locale che negli ultimi anni è diventato uno dei punti di riferimento della ristorazione cittadina. Un progetto costruito con sacrificio, aperto nel 2021 in pieno periodo Covid e oggi riconosciuto anche dalla Michelin: “Alla fine non è stato rubato nulla – conclude Francesco – ma resta il fastidio. Noi siamo qui per lavorare, accogliere le persone e fare bene il nostro mestiere. Episodi del genere obbligano tutti a stare sempre con gli occhi aperti”. 

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