Quella dell’Imu sulle piattaforme offshore di Eni è una delle più importanti e complesse vicende tributarie mai affrontate dal Comune di Cesenatico. Una battaglia amministrativa e giudiziaria iniziata ormai dieci anni fa che, tra ICI, IMU e la nuova IMPi, vale complessivamente 26,098 milioni di euro e che continua ancora oggi per alcune annualità.
L’origine della vicenda risale al 2016, quando una sentenza della Corte di Cassazione stabilì che le piattaforme offshore situate nelle acque territoriali prospicienti Cesenatico erano soggette ai tributi comunali. Forte di questo orientamento, il Comune emise i primi avvisi di accertamento relativi agli anni 2010 e 2011, calcolando il tributo sul valore contabile dei sei impianti in concessione a Eni. La società versò circa 2,523 milioni di euro, chiudendo successivamente il contenzioso.
L’operazione proseguì nello stesso anno con gli accertamenti IMU per il biennio 2012-2013, pari a 3,813 milioni di euro. Anche in questo caso Eni decise di pagare, rinunciando al ricorso. Diversa, invece, la vicenda delle annualità 2014-2015, per un importo di 3,8 milioni di euro: la società impugnò gli atti ma, su richiesta del Comune, versò comunque le somme contestate, che furono prudenzialmente accantonate in attesa dell’esito definitivo del giudizio.
Il contenzioso ha conosciuto una svolta decisiva nel settembre 2025, quando la Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il ricorso di Eni, confermando la piena legittimità degli accertamenti del Comune relativi agli anni 2014 e 2015. La sentenza ha consentito all’amministrazione di svincolare definitivamente i 3,8 milioni già versati dalla società.
La vicenda, però, non si esaurisce qui. Nel 2018 il Comune notificò ulteriori accertamenti per circa 3,280 milioni di euro, relativi agli impianti Cervia K e Arianna Cluster, non inseriti nella prima ricognizione. Su questa partita il giudizio è ancora pendente davanti alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado.
La posta economicamente più rilevante riguarda però le annualità 2016-2019. Nel 2022 il Comune ha notificato avvisi di accertamento per 11,556 milioni di euro, comprensivi di oltre 106 mila euro di interessi e senza applicazione di sanzioni. In primo grado il ricorso di Eni è stato respinto, ma la società ha presentato appello e il procedimento è ancora aperto davanti alla Corte di Giustizia Tributaria regionale.
Dal 1° gennaio 2020 il quadro normativo è cambiato con l’introduzione dell’IMPi, la nuova Imposta Immobiliare sulle Piattaforme Marine, che ha sostituito l’IMU per questi impianti. La nuova disciplina prevede che una parte del gettito venga destinata direttamente ai Comuni interessati. Per Cesenatico il Ministero dell’Economia ha riversato 441 mila euro per il 2020 e 444 mila euro per il 2021, mentre Eni ha versato direttamente un acconto di 241 mila euro relativo al primo semestre 2022.
L’introduzione dell’IMPi ha però aperto un nuovo fronte. Il decreto ministeriale del 2022 ha infatti attribuito quattro degli otto impianti offshore in precedenza riferiti a Cesenatico al vicino Comune di Gatteo, modificando i criteri di individuazione territoriale già utilizzati negli accertamenti IMU. Il Comune di Cesenatico ha contestato questa impostazione nei confronti del Ministero dell’Economia, senza però ottenere modifiche.
Ad oggi il bilancio della vicenda è imponente: 26,098 milioni di euro tra imposte accertate, somme già riscosse e tributi della nuova IMPi. Una parte consistente delle risorse è ormai definitivamente acquisita al patrimonio comunale, mentre restano ancora aperti i giudizi sulle annualità successive. Per il Comune, il triennio 2027-2029 sarà quindi ancora caratterizzato dalla prosecuzione dei contenziosi e dalla difesa di una delle più importanti entrate tributarie straordinarie della sua storia.