Alle 9.29 di questa mattina la terra ha tremato a Cesenatico. Numerose le segnalazioni giunte da cittadini che hanno avvertito una prima scossa netta, seguita dopo circa due minuti da una seconda vibrazione più lieve. Il movimento tellurico è stato percepito in varie zone della città, in particolare ai piani alti degli edifici, dove le oscillazioni risultano spesso più evidenti.
In particolare, sue scosse di terremoto in meno di due minuti sono state avvertite dalla popolazione: una alle 9.27.58 con magnitudo 4,3 gradi con epicentro 7 km a sud ovest di Russi (profondita 23 km). L’altra alle 9.29.17 di 4,1 gradi con epicentro 8 km a est di Faenza (profondità 22 km). Dai primi riscontri le scosse sono state avvertite dall’Imolese fino al Cesenate e dalle zone interne dell’Appennino fino alla costa ravennate.
L’episodio riporta l’attenzione sulla sismicità della costa romagnola, generalmente moderata ma storicamente non assente. Consultando la memoria storica del territorio, emergono alcuni eventi rilevanti che, pur non avendo sempre avuto epicentro diretto a Cesenatico, sono stati chiaramente avvertiti anche in città.
Tra i più importanti va ricordato il terremoto del 25 dicembre 1222 (leggi qui), considerato il più disastroso mai registrato in Emilia-Romagna. Con epicentro nell’area appenninica, provocò crolli diffusi e devastazioni in numerosi centri, un evento che periodicamente ritorna nelle cronache locali in occasione degli anniversari, come monito della vulnerabilità storica del territorio.
Più vicino nel tempo, resta impresso il sisma del 1916 nell’area riminese e, soprattutto, il terremoto del 1967 al largo della costa adriatica, che fu avvertito distintamente anche a Cesenatico e lungo tutta la Riviera. Senza dimenticare la sequenza sismica del maggio 2012, con epicentro nel Modenese e nel Ferrarese: pur lontana, fu percepita anche sul litorale, ricordando come le onde sismiche possano propagarsi su vaste aree della pianura padana.
La scossa di questa mattina, sebbene priva al momento di riscontri strumentali ufficiali, si inserisce dunque in una storia sismica meno nota ma reale. In attesa delle comunicazioni dell’INGV, l’invito resta alla prudenza e all’informazione corretta, senza allarmismi ma con la consapevolezza che anche territori considerati “tranquilli” possono, occasionalmente, tornare a tremare.