Il Consiglio comunale di Cesenatico, ieri sera, è scivolato su un punto apparentemente tecnico ma politicamente esplosivo: ammettere due o tre question time preparati dalle forze di minoranza. Le vecchie ruggini tra il capogruppo di Fratelli d’Italia Emilio Zarrelli e la presidente del consiglio comunale Francesca Baiardi (leggi qui) si sono ripresentate identiche, con scambi di fendenti verbali e richiami al regolamento. A tentare la sdrammatizzazione è stato Buda: “Come opposizione non abbiamo mai abusato dei question time – ha detto l’ex sindaco – se per una volta sono tre non mi pare sia un grosso problema. Questa rigidità mi pare fuori luogo”.
La risposta di Baiardi è tagliente: “Il regolamento è chiaro; e se non lo fosse, lo avete fatto voi”, alludendo al fatto che l’ultimo restyling al regolamento è avvenuto durante il mandato di Roberto Buda. L’aula rumoreggia, i toni si alzano, finché la presidente, per scongiurare una nuova rissa verbale, interrompe la seduta: cinque minuti di sospensione e l’invito ai capigruppo “in retrobottega” per ritrovare un profilo più in linea col bon-ton istituzionale.
Alla ripresa, pur concedendo le tre interrogazioni, l’atmosfera resta elettrica. L’opposizione bolla l’andamento come “lezioncine non gradite” da parte del presidente del Consiglio che, questa volta, mantiene i nervi saldi, fa un passo indietro disinnescando ogni accenno di scintilla.
Alla fine la pratica procede, ma il segno resta: non è solo aritmetica d’aula, è temperatura politica. E ieri sera il termometro, in municipio, segnava caldo record.