Dietro l’immagine di una località turistica vivace, fatta di alberghi, ristoranti, spiagge e seconde case, emerge una Cesenatico dai redditi più bassi rispetto alla media regionale. A dirlo sono i dati delle dichiarazioni Irpef relative all’anno d’imposta 2024, riportati nel Documento unico di programmazione 2027-2029 del Comune.
La cifra più significativa riguarda i contribuenti che dichiarano meno di 15mila euro lordi all’anno: a Cesenatico sono il 39,6% del totale, quasi quattro su dieci. Il dato supera di 5,1 punti percentuali la media dell’Unione Rubicone e Mare, pari al 34,5%, e di 12,1 punti quella dell’Emilia-Romagna, ferma al 27,5%.
Nella fascia compresa tra 15mila e 26mila euro rientra un altro 30,9% dei contribuenti. Sommando le prime due classi di reddito, il 70,5% dei dichiaranti di Cesenatico non supera quindi i 26mila euro annui. La quota è superiore a quella media dell’Unione, pari al 68,9%, e nettamente più alta rispetto al 56,5% regionale.

Solo il 25,3% dei contribuenti cesenaticensi dichiara un reddito compreso tra 26mila e 55mila euro. La fascia più alta, quella oltre i 55mila euro, raccoglie il restante 4,2%.
Anche il reddito medio restituisce una fotografia precisa. A Cesenatico è pari a 22.951 euro per contribuente, contro i 23.232 euro dell’Unione Rubicone e Mare e i 28.079 euro della media regionale. Il divario rispetto all’Emilia-Romagna è dunque di 5.128 euro all’anno, mentre rispetto all’Unione Cesenatico si colloca 281 euro più in basso.
I numeri, per la verità, vanno anche letti tenendo conto della struttura economica locale. Sul territorio incidono il lavoro stagionale, i contratti discontinui, la forte presenza di pensionati e un sistema produttivo composto soprattutto da piccole imprese. Il turismo genera movimento e ricchezza, ma non sempre si traduce in redditi elevati e continuativi per chi vive e lavora in città.
Il quadro del DUP solleva quindi un tema sociale oltre che economico. Con sette contribuenti su dieci sotto i 26mila euro, il costo delle abitazioni, delle bollette e dei servizi pesa sempre di più sui bilanci familiari. Una realtà che dovrà essere tenuta presente nelle future scelte fiscali e nelle politiche di sostegno del Comune.