30 Settembre, 2026 Cesenatico

Spiagge all’asta, a Rimini si progettano investimenti milionari

Mentre a Cesenatico il dibattito sul futuro della spiaggia resta frenato dalle tante incognite, Rimini accelera e presenta un progetto destinato a cambiare il volto del suo arenile.

Il sindaco Jamil Sadegholvaad ha annunciato che dal 2027 partiranno le procedure per le nuove concessioni, accompagnate da un piano di investimenti che punta alla realizzazione di veri e propri “maxistabilimenti”. Non semplici bagni più grandi, ma strutture capaci di offrire piscine, aree verdi, giochi per bambini, spazi sportivi e servizi utilizzabili anche oltre i tradizionali mesi estivi.

L’obiettivo dichiarato è superare un modello frammentato e ormai poco adatto alle esigenze del turismo contemporaneo. A Rimini ci sono circa 250 stabilimenti, molti dei quali con dimensioni ridotte. Il nuovo piano dell’arenile favorirà quindi le aggregazioni fra operatori, pur conservando l’identità delle singole attività e la possibilità di affidare servizi diversi a più gestori.

I primi progetti sono già sul tavolo. Sono previsti stabilimenti con piscine da 250-300 metri quadrati, ampie superfici verdi e una maggiore integrazione con ristorazione, sport e intrattenimento. Una trasformazione che guarda al modello spagnolo, senza volerlo copiare: l’idea è costruire una spiaggia romagnola più moderna, accessibile e capace di lavorare anche in primavera e in autunno.

Il Comune di Rimini rivendica inoltre un ruolo attivo. Attraverso il nuovo piano spiaggia ha individuato le regole urbanistiche e ha già approvato convenzioni che consentono agli operatori di presentare progetti, ottenere licenze e avviare gli interventi senza attendere la conclusione definitiva della partita nazionale sulle concessioni.

Ed è proprio qui che il confronto con Cesenatico diventa inevitabile. Anche la città leonardesca vive di turismo balneare e dispone di un arenile che rappresenta una delle principali risorse economiche del territorio. Tuttavia, mentre Rimini mette in campo una visione fatta di aggregazioni, investimenti e destagionalizzazione, a Cesenatico manca ancora un confronto pubblico altrettanto avanzato sul modello di spiaggia dei prossimi vent’anni.

Non si tratta di imitare Rimini, perché Cesenatico ha dimensioni, identità e caratteristiche differenti. Ma l’avvicinarsi delle elezioni amministrative della primavera 2027 renderà inevitabile una domanda: quale futuro si vuole costruire per gli stabilimenti balneari, e quali strumenti il Comune intende offrire agli imprenditori disposti a investire? Rimini ha iniziato a dare la propria risposta. Cesenatico, per ora, resta a guardare.

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