Si è spento ieri a Milano, all’età di 89 anni, Tony Dallara, tra le voci che hanno cambiato per sempre il modo di cantare nella canzone italiana del dopoguerra.
Pioniere degli “urlatori”, capace di portare energia, timbro graffiante e modernità in un’Italia che scopriva il boom e la radio, Dallara resta legato a brani entrati nell’immaginario collettivo, da “Come prima” a “Romantica”.
Nel racconto di una carriera spesso associata ai grandi palcoscenici nazionali, c’è anche una traccia precisa che lo riporta in Romagna, e precisamente a Cesena.
Siamo nel settembre del 1959 e Tony Dallara partecipò come guest-star alla “Settimana Cesenate”, una manifestazione cittadina capace, già allora, di richiamare nomi popolari e pubblico numeroso.
È anche così – tra i successi nazionali e le piazze di provincia che diventavano eventi – che si misura l’impronta di Dallara: un cantante che non fu solo “voce”, ma fenomeno di costume, oggi consegnato alla memoria collettiva con un’ultima, nitida coordinata: Cesena, settembre 1959.
