Si è conclusa oggi a Cesenatico la prima edizione dell’Adriatica Classic Cars, il raduno internazionale di auto storiche che per alcuni giorni ha attraversato la Romagna, partendo da Cattolica e toccando borghi, colline e località simbolo del territorio.
La carovana, composta da circa trenta vetture d’epoca, ha fatto tappa al porto canale leonardesco, dove i partecipanti hanno visitato il Museo della Marineria prima del pranzo al Grand Hotel di Cesenatico. In serata, a Cattolica, il gran galà conclusivo con le premiazioni dedicate agli equipaggi: da quello arrivato da più lontano alla vettura più datata, fino ai riconoscimenti tipici dei raduni di auto storiche.
L’iniziativa raccoglie l’eredità di un evento nato circa trent’anni fa attorno al mondo MG, grazie all’intuizione di Fabio Filippello, funzionario Fao e grande appassionato del marchio. “All’inizio c’erano anche 130 auto, tutte MG – raccontano gli organizzatori – poi il tempo, il Covid e il cambiamento dei partecipanti hanno portato a ripensare la formula”. Da qui la scelta di aprire a tutti i marchi storici e trasformare il raduno nell’Adriatica Classic Cars.





“Questa è un’edizione zero – spiega l’organizzatrice Letizia Vincenzetti – perché vogliamo costruire un format nuovo, rivolto soprattutto al mercato estero: oggi con noi abbiamo finlandesi, inglesi, tedeschi, svizzeri e olandesi. All’estero c’è una cultura molto forte dei club e dei meeting dedicati alle auto storiche. La Romagna, con la sua accoglienza e la passione per i motori, ha una marcia in più”.
Il percorso ha portato gli equipaggi da Cattolica verso Montebello, Santarcangelo, Montefiore Conca, Poggio Torriana, Torriana, San Leo e infine Cesenatico, privilegiando strade interne, paesaggi collinari e borghi caratteristici. Nei primi giorni la carovana è stata accompagnata anche dalla Lamborghini Gallardo della Polizia di Stato.
L’obiettivo è crescere già dal prossimo anno, arrivando a 60 o 70 vetture. “Non è una gara – sottolineano gli organizzatori – ma un’esperienza turistica completa, con alberghi, pranzi, visite ed escursioni. Gli equipaggi non devono pensare a nulla, solo godersi il viaggio”.


