La vecchia proprietà del Bar Noi rompe il silenzio dopo aver letto gli articoli pubblicati in questi giorni (clicca qui) e, soprattutto, dopo le dichiarazioni rese dal nuovo titolare del locale – Loris Pini – sul passaggio di gestione dell’attività (clicca qui).
La precedente società, in particolare, prende nettamente le distanze dalla ricostruzione fornita dall’imprenditore bolognese e sostiene di non avere più “alcuna responsabilità su quanto accaduto dal 1° marzo 2026 in avanti”.
Secondo la replica, il rapporto con il locale si è infatti “chiuso formalmente nel momento in cui il proprietario dell’immobile ha regolarmente restituito la fideiussione bancaria depositata a garanzia dei canoni di affitto”. Un passaggio che, per la vecchia gestione, “certifica la cessazione del contratto al 28 febbraio scorso”. Da quel momento, affermano, “ogni adempimento successivo sarebbe spettato esclusivamente al nuovo subentrante”.
La società contesta in particolare il riferimento alla necessità di proprie firme per consentire l’apertura della nuova Scia. A loro dire “non vi è stata alcuna cessione di ramo d’azienda, ma soltanto una definizione relativa a rimanenze di magazzino, materiali assortiti, avviamento e alcune pendenze economiche”. Per questo motivo, sostengono, l’iter amministrativo per il nuovo contratto e per la nuova Scia “non dipendeva da noi”: “Tant’è vero – sottolineano – che, dal primo marzo, il nuovo gestore ha installato il nuovo registratore di cassa collegato alla sua ragione sociale”.
Respinte infine anche eventuali responsabilità sul fronte dei dipendenti: la vecchia proprietà sottolinea di “non aver ricevuto notifiche né dalla Guardia di Finanza né dall’Ispettorato del lavoro” e ribadisce che la propria posizione “si è chiusa con la fine di febbraio. Dopo quella data – concludono – ciò che è accaduto in quel locale non è più affar nostro”.