A poche settimane dal cambio di gestione, per il bar Noi di Cesenatico arriva un brusco stop. Il 19 marzo avevamo raccontato la cessione dello storico locale tra viale Roma e viale Carducci a un imprenditore bolognese, segnando di fatto l’avvio di una nuova fase per un’attività molto conosciuta (e anche molto chiacchierata) in città.
Ora però sul locale si abbatte l’ordinanza n. 120 del 10 aprile 2026 del Comune di Cesenatico, con cui viene disposto il divieto immediato di prosecuzione dell’attività di produzione di prodotti di pasticceria fresca e bar. Il provvedimento nasce da una serie di accertamenti amministrativi e ispettivi che, messi insieme, hanno portato gli uffici comunali a imporre lo stop. Il bar, va precisato, in questo momento risulta regolarmente aperto e sta lavorando come tutti i giorni.
Alla base dell’ordinanza c’è anzitutto il verbale della Guardia di Finanza di Cesenatico, che durante un controllo sugli obblighi di certificazione fiscale dei corrispettivi avrebbe rilevato la mancata esibizione della Scia necessaria per lo svolgimento dell’attività. Un elemento considerato centrale dal Suap comunale, che nel testo richiama l’assenza della segnalazione certificata di inizio attività per l’esercizio in questione.
Non solo. L’atto richiama anche il provvedimento di sospensione del 2 aprile 2026 emesso dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Rimini–Forlì-Cesena, sospensione che – si legge – non è stata revocata a causa della mancata regolarizzazione delle irregolarità riscontrate e del mancato pagamento delle sanzioni. Il Comune evidenzia inoltre che l’eventuale prosecuzione dell’attività sospesa configurerebbe una violazione dell’articolo 14 del decreto legislativo 81 del 2008.
Nel provvedimento vengono segnalate anche ulteriori criticità amministrative, tra cui la mancata denuncia di avvio attività presso la Camera di commercio, con posizione risultata per di più inattiva. Da qui la decisione di vietare la prosecuzione dell’attività con effetto immediato dalla notifica. In caso di inosservanza, avverte il Comune, si procederà ai sensi dell’articolo 650 del codice penale.
Per il bar Noi, che solo poche settimane fa sembrava pronto a rilanciarsi sotto una nuova proprietà, si apre così una fase delicata: l’ordinanza potrà essere revocata solo dopo la regolarizzazione delle condizioni richieste dalla normativa vigente.