di Andrea Bazzocchi
Momenti magici ieri sera al Barrocci Festival. La prima magia è stata l’atmosfera tipica del grande evento: un vero September Fest che, per affluenza e imponenza della macchina organizzativa, potrebbe fare il paio con la celebre festa della birra bavarese.
Ampi gazebo, caldamente illuminati, hanno trovato spazio sul prato del campo sportivo di Sant’Angelo. In migliaia, dopo la mistica – atto dovuto in ossequio all’origine religiosa della festa e al Palio di San Michele – sono passati alla ben più prosaica “mastica”, grazie a un menù ricco e variegato.
Spostandosi nell’arena, un’altra magia è arrivata dal timbro soul della voce di Cristina Di Pietro che, accompagnata dai Pop Deluxe, ha avvolto il pubblico in un abbraccio. La performer, ieri sera in uno stato di grazia davvero incontenibile, ha interpretato un medley dedicato al re del pop Michael Jackson, rendendo omaggio anche ad altri grandi protagonisti della musica italiana e internazionale.
Di particolare rilievo il tributo a Lucio Dalla con La sera dei miracoli, brano nel quale l’estensione vocale di Cristina Di Pietro ha raggiunto livelli eccelsi.
Nella seconda parte della serata è arrivato l’atteso concerto di Michele Zarrillo. Una magia dai tratti acustici, quella regalata dal cantautore romano che, alla soglia dei settant’anni, conserva la stessa voce pulita e brillante alla quale ha abituato il pubblico fin dai suoi esordi.
Dopo L’elefante e la farfalla, celebre brano sanremese, l’artista – nonostante la perdonabile défaillance di non ricordare il luogo nel quale si stava esibendo – ha portato sul palco le sue ballate raffinate e melodiche, composizioni dalla cifra stilistica resa ancora più incisiva dalle chitarre e dal pianoforte.
I momenti culminanti sono arrivati con Una rosa blu e la struggente Cinque giorni, attimi intensi che hanno suscitato un grande coinvolgimento emotivo nel pubblico.







