Non soltanto quali zone di Cesenatico potrebbero allagarsi, ma anche quale altezza potrebbe raggiungere l’acqua. Le carte dei “tiranti idrici” allegate al Piano urbanistico generale permettono di osservare il territorio comunale quasi quartiere per quartiere, distinguendo le aree nelle quali l’accumulo stimato rimarrebbe inferiore a mezzo metro da quelle dove potrebbe superare questa soglia.
Il Comune ha predisposto due tavole in scala 1:10.000. La prima riguarda lo scenario P3, definito delle “alluvioni frequenti”; la seconda quello P2, relativo alle “alluvioni poco frequenti”. Le simulazioni considerano insieme tre possibili origini: ingressione marina, piogge intense ed esondazioni fluviali.
Nello scenario P3, la carta assume come riferimenti statistici un evento costiero con tempo di ritorno di 10 anni, calcolato nello scenario climatico 2050; una pioggia con tempo di ritorno di 50 anni e un fenomeno fluviale trentennale. La colorazione più scura individua le zone nelle quali il tirante potrebbe oltrepassare i 50 centimetri.

La mappa mostra una presenza diffusa di queste aree lungo la fascia urbanizzata costiera, da Zadina e Ponente fino al centro, a Valverde e Villamarina. Altre concentrazioni compaiono nella pianura settentrionale e in corrispondenza del reticolo dei canali e dei corsi d’acqua. Non significa che interi quartieri finirebbero uniformemente sotto mezzo metro d’acqua: profondità e diffusione dipendono infatti dalla conformazione del terreno, dagli edifici, dalle strade e dal funzionamento della rete di scolo.
Più severo è lo scenario P2. Per il mare viene considerato un tempo di ritorno di 100 anni, sempre con riferimento al 2050; per piogge e alluvioni fluviali il parametro sale a 200 anni. In questo caso la tavola utilizza una scala graduata da zero fino a un massimo modellato di 4,66 metri. I valori più elevati non devono però essere automaticamente attribuiti alle strade o alle abitazioni: possono interessare alvei, canali e depressioni localizzate.

Il “tempo di ritorno”, inoltre, non rappresenta una scadenza. Un evento duecentennale non si verifica necessariamente una volta ogni due secoli: indica una probabilità statistica e potrebbe anche ripetersi a distanza ravvicinata.
Lo studio tecnico sul quale si basano le tavole risale al 2020, mentre il PUG è stato approvato dal Consiglio comunale nel 2022. Per l’ingressione marina, la relazione precisa che la modellazione non considera difese temporanee come dune invernali e paratie mobili. Le carte descrivono dunque una condizione di pericolosità potenziale, non prevedono quando avverrà un’alluvione e non certificano il danno di un singolo immobile. Restano però una fotografia ufficiale fondamentale per comprendere dove Cesenatico risulti più vulnerabile.