Sul futuro delle concessioni balneari, Cervia preme sull’acceleratore mentre a Cesenatico manca ancora un calendario ufficiale. Due località turistiche confinanti, entrambe chiamate ad affrontare la complessa applicazione della direttiva Bolkestein, ma con livelli di programmazione e comunicazione che al momento appaiono differenti.
A Cervia l’Amministrazione comunale ha incontrato venerdì le associazioni di categoria, i tecnici e gli operatori per illustrare la documentazione necessaria alle perizie. Entro la metà di ottobre inizierà l’invio delle lettere ai concessionari, che dovranno caricare su un portale dedicato i documenti fiscali relativi agli investimenti effettuati e non ancora ammortizzati negli ultimi cinque anni.
I cinque commercialisti già nominati, indicati dal Consiglio nazionale dell’Ordine, avranno 120 giorni per completare le valutazioni e determinare gli eventuali indennizzi da inserire nelle procedure di gara. Una volta concluse le perizie, il Comune potrà predisporre i bandi, la cui pubblicazione viene ipotizzata dall’assessore al Demanio Samuele De Luca per l’inizio del 2027.
La partita cervese riguarda 289 concessioni: 216 stabilimenti balneari aperti al pubblico, 44 strutture legate alle colonie e altre 29 attività, fra noleggi di pedalò, scuole di vela, servizi portuali e cantieri.
A Cesenatico, invece, non sono ancora state comunicate scadenze altrettanto precise. Il Comune ha recentemente costituito, attraverso una determinazione dirigenziale, un gruppo di lavoro incaricato di affrontare gli aspetti tecnici, amministrativi e giuridici delle future gare. Un primo passo che conferma come la macchina sia stata avviata, ma dal quale non emerge ancora quando saranno richiesti i documenti agli operatori, quando partiranno le perizie e in quale periodo verranno pubblicati i bandi.
La differenza, dunque, non riguarda necessariamente la volontà di procedere, ma il grado di avanzamento reso pubblico. Cervia ha già indicato tappe, professionisti e tempi; Cesenatico è ancora nella fase organizzativa interna. Per centinaia di famiglie e imprese che vivono di turismo balneare, conoscere presto il percorso diventa però essenziale per programmare investimenti e futuro.