23 Ottobre, 2026 Cesenatico

Cozze, il caldo indebolisce la “colla” che le tiene aggrappate

Quando puliamo le cozze, quella “barbetta” che strappiamo prima di metterle in pentola sembra uno scarto senza importanza. Per il mollusco è invece un’ancora: si chiama bisso ed è l’insieme dei filamenti con cui resta attaccato alle superfici. Una struttura che il caldo prolungato può indebolire.

Lo dimostra una ricerca pubblicata il 9 luglio 2025 sulla rivista Scientific Reports, firmata da un gruppo di studiosi dell’Università di Bologna. Gli animali utilizzati provenivano da un allevamento nell’Adriatico, a cinque chilometri dalla costa di Cesenatico.

Trasferite in laboratorio, le cozze sono state sottoposte a una temperatura di 28 gradi per trenta giorni, simulando un’ondata di calore marina prolungata. Rispetto al gruppo di controllo, hanno prodotto meno della metà dei filamenti. Anche quelli formati erano più deboli: nelle prove di trazione, la forza massima sopportata risultava ridotta del 55%.

Il problema riguarda dunque sia la quantità dei “tiranti” sia la loro tenuta. Il caldo compromette il sistema di ancoraggio, aumentando il rischio che gli animali si stacchino dal supporto. Per chi alleva cozze, è un effetto del riscaldamento marino da considerare accanto agli altri fattori che ne condizionano la sopravvivenza.

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