C’è una Cesenatico che sopravvive nelle parole scomparse dalle targhe stradali. Basta recuperarne una per guardare diversamente un luogo conosciuto: Contrabbandiera. Si chiamava così la strada che oggi conosciamo come viale Zara. Un nome che incuriosisce e apre una domanda: quale storia si nasconde dietro quella denominazione?
La traccia compare nel saggio «Cattura di un brigante a Cesenatico», pubblicato da Renato Cortesi nel giugno 2016. In una nota, lo studioso ricorda che nelle mappe comunali degli anni Venti l’attuale via Zara era identificata come «Via Contrabbandiera». Nello stesso passaggio segnala la presenza, a Cesenatico, di contrabbandieri di sigarette fino agli anni Cinquanta del Novecento.
Una conferma della vecchia denominazione arriva dalla documentazione urbanistica del Comune. Nella ricostruzione dello sviluppo della città balneare si incontra la «strada vicinale Contrabbandiera», espressamente indicata come l’attuale viale Zara. Il riferimento compare nel racconto dell’espansione lungo viale Carducci; il documento richiama inoltre il catasto d’impianto del 1932 per illustrare l’attuazione della Città Giardino.


Quella strada aveva anche un ruolo nella geografia della Cesenatico che cresceva. Una tesi di architettura dell’Università di Bologna la identifica come il limite meridionale del territorio di proprietà comunale interessato dalle prime trasformazioni balneari. La successiva estensione della marina avrebbe riguardato la fascia compresa fra la Contrabbandiera e il confine con Gatteo. Una linea di margine, dunque, diventata parte della città turistica.
Sarebbe facile riempire quel nome di barche senza luci, carichi clandestini e fughe sulla sabbia. Le fonti consultate non autorizzano a farlo. Offrono però qualcosa di più interessante di una scena inventata: un punto preciso dal quale cominciare a cercare.
Restano da individuare l’atto che cambiò la denominazione, le testimonianze sul suo significato e gli eventuali episodi documentati. Intanto, il vecchio nome restituisce profondità a una strada familiare. Per chi passa in viale Zara, “Contrabbandiera” può diventare una domanda rivolta alla città: che cosa ricordavano di quel luogo le persone che lo chiamavano così?
