Ci sono persone che fanno del bene in silenzio, senza aspettarsi nulla in cambio. Persone che non cercano applausi né riflettori, ma che riescono comunque a lasciare un segno profondo nelle comunità che incontrano. È il caso di Sabine Eberz, cittadina tedesca di Colonia che da ben 44 anni trascorre parte delle sue estati a Cesenatico e che ieri pomeriggio ha vissuto uno dei momenti più emozionanti del suo lungo rapporto con la città.
Accompagnata dall’associazione “Chi Burdel”, Sabine ha finalmente potuto incontrare Giada Marselli, la giovane cesenaticense per la quale, nei mesi scorsi, aveva deciso di donare 2.000 euro, consentendo all’associazione di proseguire il progetto di sostegno dedicato alla ragazza e alla sua famiglia. Un incontro semplice, ma ricco di significato, al quale ha preso parte anche il sindaco Matteo Gozzoli.
Sabine ci teneva a conoscere Giada perchè, dietro quel bonifico, non c’è soltanto un gesto di generosità. C’è una filosofia di vita: “Lo faccio anche a Colonia – racconta Sabine –. Ognuno può fare qualcosa. Chi può dona denaro, altri offrono il proprio tempo. Io, per esempio, in Germania faccio la spesa a una vicina anziana che non riesce più a uscire di casa. Non costa nulla: servono soltanto volontà e amore per gli altri”.
Il suo legame con Cesenatico nasce oltre quattro decenni fa. “Sono qui da 44 anni. All’inizio venivo due o tre volte all’anno, poi le visite sono diventate così tante che non saprei nemmeno contarle. Tutto è iniziato grazie a mio marito, che purtroppo è scomparso otto anni fa”.
In questo lungo percorso è cambiato tutto, tranne il suo amore per la Romagna. “Mi piacciono i romagnoli, il loro carattere, l’ironia e quel pizzico di sarcasmo che li rende unici. Ho cambiato diversi alberghi nel corso degli anni, ma oggi all’hotel Ambra ho trovato una famiglia romagnola che mi fa sentire davvero a casa”.

La sua è stata una vita intensa anche dal punto di vista professionale. Prima della pensione è stata conduttrice televisiva in Germania, ha lavorato per Ford e successivamente si è dedicata con successo al settore immobiliare, acquistando, ristrutturando e gestendo appartamenti per circa quindici anni.
Eppure, parlando con lei, i successi professionali passano in secondo piano. Quello che emerge è soprattutto il desiderio di restituire qualcosa agli altri: “Durante la pandemia questa sensibilità è diventata ancora più forte. Ho capito che volevo essere un esempio. Se ognuno facesse una piccola cosa per il prossimo, il mondo sarebbe molto migliore”.
Non ama parlare delle proprie donazioni. L’intervista concessa a La Voce rappresenta un’eccezione: “Normalmente faccio tutto in silenzio. Non mi interessa la pubblicità e non sono una persona vanitosa. Mi considero semplicemente una donna fortunata: sto bene, da due anni ho trovato un nuovo compagno e posso permettermi di restituire una piccola parte della fortuna che ho avuto”.
Prima di salutare, lascia un pensiero che vale più di qualsiasi cifra donata: “Non sono Madre Teresa. Voglio soltanto mettere una goccia nel mare. E se milioni di persone mettessero ognuna una piccola goccia, quel mare diventerebbe immenso”.
E forse è proprio questo il regalo più grande che Sabine Eberz porta ogni estate da Colonia a Cesenatico: ricordare che la solidarietà non ha nazionalità e che, spesso, sono i gesti più silenziosi a cambiare davvero la vita delle persone.
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