8 Dicembre, 2025 Cesenatico

Emilia-Romagna, stop alla profilassi anti-Hiv per i non residenti

Con bilanci sotto pressione e una forte mobilità sanitaria, la giunta ha deciso di non garantire più la profilassi pre-esposizione (PrEP) contro l’Hiv alle persone non residenti. La scelta, che arriva nella Giornata mondiale per la lotta all’Aids, si inserisce nella strategia voluta dal presidente Michele de Pascale per contenere i servizi gratuiti non rimborsati.

La PrEP è una terapia farmacologica preventiva: un farmaco antiretrovirale assunto da persone Hiv-negative ad alto rischio che, se preso correttamente, riduce in modo significativo la possibilità di contrarre il virus in caso di rapporti o esposizioni a rischio. Non protegge però dalle altre infezioni sessualmente trasmesse, per cui il preservativo resta uno strumento fondamentale.

Da viale Aldo Moro è partita una disposizione alle strutture ospedaliere: i farmaci in erogazione diretta potranno essere forniti a chi non è residente solo in caso di dimissione da un ricovero o dopo una visita specialistica urgente. Se invece la prescrizione non è urgente, chi vive fuori Emilia-Romagna dovrà rivolgersi ai centri della propria regione. Un’eccezione riguarda i pazienti Hiv positivi, che continueranno a essere assistiti anche se residenti altrove.

La stretta ha provocato la reazione del Movimento 5 Stelle. Il consigliere regionale Lorenzo Casadei ricorda che le nuove diagnosi di Hiv e di altre infezioni sessualmente trasmesse sono in aumento e avverte che la decisione rischia di colpire soprattutto studenti fuorisede, pendolari e persone che scelgono l’Emilia-Romagna per ragioni logistiche o di riservatezza. Per il M5s è “un passo indietro” per una regione finora considerata un riferimento nazionale nella prevenzione, proprio mentre il bisogno di strumenti come PrEP e PEP è più alto.

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