Per trovare un po’ di Romagna dentro il cast di Sanremo 2026 bisogna, quest’anno, allungare lo sguardo sulla cartina. Nessun artista nato fra Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna, nessun cantante “di Cesenatico” in senso anagrafico. Eppure, a leggere bene i nomi scelti da Carlo Conti per il palco dell’Ariston, la Riviera e il suo immaginario balneare tornano più volte, come una sorta di colonna sonora latente.
Il legame più evidente è quello con Tommaso Paradiso, che aprirà il Festival forte di una carriera costruita anche a colpi di cartoline dall’Adriatico. La sua “Riccione” è diventata in pochi anni un inno ufficioso dell’estate romagnola, tanto da ispirare il film Sotto il sole di Riccione. E non è un dettaglio che la serie Summertime, ambientata tra Ravenna e Cesenatico, abbia contribuito a fissare nell’immaginario collettivo proprio quel mix di indie-pop e tramonti sul mare che oggi ritroviamo a Sanremo.
Più a nord, ma pur sempre dentro i confini regionali, arrivano i “cugini” emiliani: Tredici Pietro, rapper bolognese, e Elettra Lamborghini, anche lei nata all’ombra delle Due Torri. Non sono romagnoli, ma rappresentano comunque quella Emilia-Romagna musicale che da decenni sforna artisti pop, urban e cantautorali capaci di riempire piazze e arene anche sulla costa.
Un altro filo che unisce Sanremo alla Romagna passa dai palchi estivi. Diversi Big in gara – da Dargen D’Amico a Mara Sattei, passando per Fulminacci – hanno calcato negli ultimi anni la scena della Notte Rosa, le piazze di Rimini e Riccione, i festival lungo la litoranea. Concerti che fanno sì che una parte del pubblico romagnolo arrivi al Festival con un rapporto già rodato con questi nomi, tra selfie sotto il palco e serate finite a piadina e mojito.
Sul fronte adriatico, infine, spuntano i vicini di casa marchigiani: Maria Antonietta e Colombre, in gara in coppia, vengono rispettivamente da Pesaro e Senigallia. Geografia alla mano, sono a un pugno di chilometri da Cattolica e Cesenatico; lo stesso mare, le stesse rotte di pubblico che d’estate si sposta da una sponda all’altra per seguire concerti e rassegne.
Insomma, nessun romagnolo doc in gara, ma Sanremo 2026 riesce comunque a parlare un po’ la lingua della Riviera: la Romagna non sta nei passaporti degli artisti, quanto nelle storie che raccontano, nelle serie che hanno ambientato qui e nelle piazze che hanno riempito tra un’estate e l’altra.
E davanti alla tv, a Cesenatico come nel resto della costa, ci sarà comunque qualcuno pronto a tifare “di pancia” per chi, in un modo o nell’altro, questo mare lo ha già cantato.
Nella foto Arisa durante uno spot registrato, in piena pandemia, all’Iper Rubicone di Savignano Mare
