Nelle acque basse davanti alle Riserve Naturali dello Stato di Punta Marina, circa 37 chilometri a nord di Cesenatico, è andata in scena una pagina di storia naturale. Durante una perlustrazione, i militari del Reparto Carabinieri Biodiversità hanno visto emergere vicino alla spiaggia una foca monaca (Monachus monachus), uno dei mammiferi marini più rari al mondo.
Con il supporto dei biologi del Cestha – Centro Sperimentale per la Tutela degli Habitat di Marina di Ravenna – l’animale è stato identificato come una femmina adulta, lunga circa due metri, in buone condizioni di salute e con scarso timore della presenza umana. La foca, probabilmente intenta a inseguire un banco di pesci, si è fermata a riposare nelle acque poco profonde, riemergendo regolarmente per respirare e avvicinandosi alla riva con movimenti agili.

La presenza di una foca monaca in questo tratto di Adriatico ha un valore davvero eccezionale. Un tempo diffusa in tutto il Mediterraneo, oggi la specie è considerata in pericolo critico e conta appena 350-450 individui. Lungo le coste romagnole gli avvistamenti sono stati per decenni quasi inesistenti, al punto che intere generazioni non hanno mai visto una foca nel “mare di casa”: per molti romagnoli l’Adriatico è sempre stato il mare dei bagnanti, non dei grandi mammiferi.
Per questo l’incontro di Punta Marina diventa il simbolo di un possibile, fragile rinascimento. Le aree protette gestite dal Reparto Carabinieri Biodiversità, insieme all’Ente di Gestione per la Biodiversità e i Parchi – Delta del Po e alla Guardia Costiera, offrono a specie rare come la foca monaca, il fratino e la tartaruga marina luoghi sicuri in cui alimentarsi e, forse, tornare a popolare il nostro Adriatico.
