Il Comune di Cesenatico incassa all’incirca dall’autovelox ogni anno 4 milioni di euro. Se per assurdo, tutti gli automobilisti multati sulla S16 inoltrassero formale ricorso – con gli orientamenti giurisprudenziali attuali – il Comune dovrebbe accantonare ogni anno quella cifra e non certo i 1400 euro e spiccioli votati come variazione di bilancio nell’ultimo consiglio comunale.
Sia il giudice di Pace che il tribunale di Forlì sembrano, infatti, ormai orientati ad accettare di default le richieste di rimborso. Anche per questo, d’ora in poi, prima di pagare la multa, è probabile che saranno sempre di più i cittadini che faranno un pensierino al ricorso.
Dopo una serie di verdetti contraddittori, infatti, una recente sentenza della Corte Suprema di Cassazione ha, di fatto, statuito la distinzione fra autorizzazione ed omologazione degli autovelox. In pratica, secondo i giudici ermellini, trattasi di due fasi diverse, mentre gli uffici tecnici del Comune di Cesenatico, con le informazioni che avevano, hanno sempre pensato che l’autorizzazione contenesse anche l’omologazione.
Oggi sappiamo che non è così e dunque – anche se l’amministrazione sembra orientata a mantenere acceso l’autovelox – una voce di bilancio significativa per l’ente pubblico torna improvvisamente in seria discussione. A “salvare” il Comune il fatto che i ricorsi, fino ad oggi, siano stati molto pochi (neppure una decina in un anno), ma se i contenziosi dovessero aumentare, il Comune potrebbe anche decidere di cambiare orientamento e – come ha richiesto anche l’opposizione – magari accettare di spegnere provvisoriamente l’autovelox in attesa che il Governo chiarisca, una volta per tutte, il conflitto istituzionale.
Attualmente, il Ministero delle Infrastrutture, insieme ad Anci, ha aperto un tavolo di confronto per arrivare ad una soluzione, chiedendo in pratica di cancellare l’obbligo dell’omologazione, ma la proposta è ancora al vaglio e dunque, ad oggi, ogni sanzione, almeno sulla carta, può essere invalidata.
La “patata bollente”, a questo punto, torna nelle mani del comune di Cesenatico che, su questa partita, dovrà aprire un ragionamento. L’amministrazione comunale parte da una premessa che, carte alla mano, non si può contestare: “Il problema dell’autovelox a Cesenatico – ha spiegato il sindaco Gozzoli nell’ultimo consiglio comunale – è il problema di centinaia di comuni italiani che, anche volendo procedere all’omologazione degli autovelox, non sono nella condizione di farlo perchè, ad oggi, non esiste un iter con questa specifica finalità”.
E sull’ipotesi di spegnere l’autovelox in attesa di un nuovo decreto o di una circolare ministeriale, il primo cittadino è stato lapidario: “Ad oggi – ha chiarito – nessun comune italiano ha preso questa decisione. La nostra Polizia Locale, invece, come avvenuto in altre province, ha sospeso le postazioni mobili che, sul piano normativo, presentavano problematiche ancora maggiori. Per gli autovelox fissi esistono dei dissidi giuridici nazionali e, come tanti altri comuni – ha aggiunto Gozzoli – siamo in attesa che questo nodo interpretativo venga sciolto”.
Insomma, l’amministrazione si pone nel ruolo di spettatrice ribadendo che “se quell’autovelox è stato posizionato in quel punto, non è perché lo ha deciso il comune, ma perchè quelle erano le indicazioni della Prefettura di Cesena, di Anas e della Polizia Stradale. Anche in questo caso, a noi – ha concluso i sindaco – non resta che attendere la fine del contenzioso, che mi auguro sia rapido, dopodiché ci adegueremo come tutti alle nuove norme di diritto”.