Il Grand Hotel di Riccione cambia proprietario, almeno per ora. L’intero complesso alberghiero è stato aggiudicato all’asta per 29 milioni e 365mila euro, una somma sensibilmente superiore alla base fissata in 24 milioni e 864mila euro.
Alla procedura hanno partecipato due offerenti. La competizione, scandita da rilanci minimi di 250mila euro, ha portato il valore finale a crescere di oltre 4,5 milioni rispetto alla cifra di partenza. L’esito, tuttavia, non è ancora definitivo: per i prossimi dieci giorni potranno essere presentate offerte migliorative. In assenza di nuove proposte, l’acquisto sarà perfezionato; diversamente, il giudice potrà disporre la riapertura della gara.
Si apre così un nuovo capitolo nella complessa vicenda dello storico albergo riccionese, finito al centro di una complessa contesa ereditaria e successivamente di un’inchiesta della Guardia di Finanza. La struttura, appartenuta alla famiglia Ceschina, era stata lasciata dalla vedova al proprio “figlioccio”, che l’aveva amministrata fino al fallimento dichiarato nel 2023.
Il 28 luglio scorso la Procura di Rimini aveva disposto il sequestro penale dell’immobile. L’ex amministratore Gianni Andreatta, insieme ad alcuni collaboratori e presunti prestanome, risulta indagato per bancarotta fraudolenta. Secondo l’ipotesi investigativa, nonostante la chiusura ufficiale dell’hotel, alcuni spazi sarebbero stati utilizzati e le camere affittate ai turisti.