22 Settembre, 2026 Cesenatico

Il Comune chiude uno studio di personal trainer: “Solo un equivoco amministrativo”

Nei giorni scorsi la Polizia Locale ha disposto la sospensione di uno studio di personal trainer in zona Ponente, a seguito di accertamenti amministrativi. 

Secondo quanto riportato negli atti richiamati dal Comune di Cesenatico, non risulterebbero alcuni adempimenti formali – come il deposito della SCIA – e sarebbero emerse verifiche non del tutto chiare sui requisiti e sui titoli dichiarati per lo svolgimento dell’attività. 

Si tratta però, al momento, di elementi che fotografano una “versione istituzionale” e che potranno essere chiariti nelle sedi opportune, anche alla luce della possibilità di ricorso. Per questo, trattandosi di una questione complessa (l’attività sorge infatti sul demanio), abbiamo deciso di ascoltare direttamente la titolare – Sonia Antolini – per ricostruire tempi, passaggi e documenti e, nel rispetto di un garantismo che non dovrebbe mai venir meno – offrire ai lettori un quadro più completo, dando spazio alla sua versione dei fatti.

Sonia, quando e come è nata la sua attività, e da quanto tempo era operativa la palestra prima del provvedimento di sospensione?

“Svolgo questa attività dal 2013. Bisogna precisare però che non si tratta di una palestra, ma di uno studio di personal trainer con lezioni individuali ed eventuali e sporadiche lezioni di gruppo (max 2 persone)”. 

Il Comune le ha contestato la mancata presentazione della SCIA: lei ritiene di essere in regola o c’è stato, secondo lei, un equivoco amministrativo?

“Sul punto posso precisare solo che il Comune, a seguito di controllo effettuato ad ottobre 2025, ha riscontrato la presenza di 4 persone all’interno dello studio presupponendo che fosse una palestra e quindi contesta la mancata presentazione della SCIA. Ora, partendo dal presupposto che dal punto di vista amministrativo l’attività di studio di personal trainer non è regolamentata e la stessa Regione Emilia Romagna inquadra la figura nel D.lgs. n. 36 del 2021 (art. 42), preciso che questa problematica era di pertinenza del mio commercialista il quale ha ritenuto, penso, che non si dovesse presentare. Inoltre la struttura è a norma dal punto di vista urbanistico e destinazione d’uso. Infine, subito dopo l’ordinanza di sospensione, il mio nuovo commercialista Dott. Francesco Russo, ha provveduto ad inviare una richiesta in autotutela al Comune di sospensione / revoca dell’ordinanza basata su presupposti che non riesco a specificare perchè la materia non è di mia pertinenza. Quindi sicuramente, tornando alla sua domanda, dato il vuoto normativo, ci sarà stato un equivoco ed ho già dato mandato al mio legale per risolverlo”.

Per quanto riguarda la sua qualifica professionale, quali titoli di formazione possiede e attraverso quali enti li ha conseguiti?

“Sulla mia qualifica professionale, dopo la sospensione, sono stati presentati al comune tutti i diplomi. A tal proposito mi attiverò per agire legalmente nei confronti di chi ha fatto uscire notizie non vere a tal proposito. 

Nel provvedimento si afferma che lei non risulterebbe riconosciuta dal CONI: come risponde a questa contestazione?

“Assolutamente non vero e, infatti, posso dimostrarlo”. 

La palestra si trovava su area demaniale: era a conoscenza di questo aspetto e aveva ottenuto autorizzazioni o concessioni per operare in quella zona?

“Questa è la vera problematica. Infatti, sapevo che si trattava di un’area demaniale, ma la locazione è legittima e riconosciuta. Solo che, anche a seguito di indagini svolte dal mio nuovo commercialista, il Comune di Cesenatico contesta la mancata presentazione da parte del concessionario demaniale di una richiesta di autorizzazione ai sensi dell’art 45 bis codice della navigazione e sembra che quest’adempimento non sia stato fatto. Ribadisco che tale adempimento non era di mia pertinenza. A tal proposito sto provvedendo a trovare una struttura alternativa e idonea per tutelare i miei clienti anche se ribadisco che la problematica è esclusivamente di carattere amministrativo in quanto il locale da me gestito, lo ribadisco, era idoneo sia dal punto di vista sanitario che urbanistico”. 

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