Di Andrea Bazzocchi
Ogni terra ama i suoi miti: figure che, come si dice, diventano eroi quando fanno felice qualcuno.
La Romagna – mamma “appassiuneda” e terra di sfumature e colori – ha accolto con amorevole fierezza la notizia che, in fondo, aspettava da tempo.
In questi giorni dal settimanale Gente si apprende che è in lavorazione una fiction televisiva dedicata a quel “figlio di Romagna” che, con la sua Musica, ha fatto ballare gli italiani nel mondo.
La vita terrena e le opere immortali di Raoul Casadei, secondo il noto rotocalco, ispireranno una serie tv alla quale una casa di produzione pare stia già lavorando.
Finalmente il culto della musica popolare della nostra regione sarà protagonista delle grandi produzioni televisive, mettendo in scena Raoul e quei successi che ha saputo portare alla ribalta nazionale. Canzoni dal profumo di bucato che, attraversando diverse generazioni, hanno conquistato il grande pubblico.
Raoul, musicista e genio del marketing – recitano le biografie – agli inizi degli anni Settanta ha saputo raccogliere l’eredità dello zio, l’indimenticabile Secondo Casadei, a cui va la paternità di una intuizione, quella di fare ballare la gente semplice con la genuinità del violino, la sincerità della fisarmonica e l’allegria del clarino in do.
La storia di Raoul ha quindi delle premesse importanti, a cui la narrazione televisiva si augura attinga, per presentare al pubblico un prodotto veramente completo e credibile in grado di mettere in luce la fresca energia di Raoul, ma anche la tenacia d’altri tempi di Secondo Casadei.
Il grande Secondo, autore di brani celebri fra i quali spicca l’inno per eccellenza della nostra terra – “Romagna mia” – ha fondato la sua orchestra nel 1928 a Gatteo Mare. Con essa è passato a suonare dalle aie alle grandi balere, ha solcato l’epoca del turismo nascente in riviera facendo portare un ricordo della sua musica – anzi, della nostra musica – nelle case dei villeggianti di tutto il mondo.
Da lui è partito il fenomeno del liscio, proseguito poi con grande successo dal nipote Raoul. Raccontare l’uno significa partire dall’altro, Secondo a nessuno.