24 Settembre, 2026 Cesenatico

La parrocchia di Santa Maria Goretti ricorda Monsignor Antonio Fornasiero

La parrocchia di Santa Maria Goretti non dimentica i suoi sacerdoti. Nel 15° anniversario della sua morte terrena, la comunità dei fedeli rende omaggio a Monsignor Antonio Fornasiero. Lo farà con due Sante Messe in programma domani – domenica 29 giugno – alle ore 8 e alle ore 11. 

Don Antonio morì la sera del 22 giugno del 2010, stroncato da un infarto al Passo della Mendola (fra le province di Trento e Bolzano), dove aveva accompagnato per il camposcuola i ragazzi delle medie della sua parrocchia di Santa Maria Goretti di Cesenatico. Vane furono per lui le cure immediatamente prestate sul posto così come inutile fu il trasferimento in elicottero all’ospedale di Trento.

La notizia destò sincera commozione in tutta Cesenatico, dove don Antonio era stimato, ben oltre i confini della sua parrocchia, per la sua presenza di sacerdote buono e zelante, sempre attento a cogliere ogni opportunità per la vita buona e cristiana della sua gente.

Nato a Piove di Sacco, diocesi di Padova, il 18 giugno 1939 in una famiglia di forti tradizioni cristiane, avvertendo la chiamata al sacerdozio, aveva accolto l’invito del cugino don Alberto Freo ad entrare nel seminario di Sansepolcro, una diocesi che nel secondo dopoguerra soffriva per lo scarso numero dei suoi preti. In quel seminario e poi nel seminario di Firenze, don Antonio maturò la sua preparazione spirituale e culturale che lo avrebbe condotto alla sacra ordinazione a Sansepolcro il 28 giugno 1964.

Fu cappellano per due anni a San Piero in Bagno (allora l’alta Valle del Savio faceva parte della diocesi di Sansepolcro), poi partì come missionario “fidei donum” per il Brasile, parroco a Bela Vista de Goias, per cinque anni. Rientrato in Italia, tornò a San Piero in Bagno come coadiutore di monsignor Antonio Mosconi, cui succedette nel 1975. Un lungo impegno pastorale condiviso con i confratelli dell’Alta valle, per dare forza e innovare secondo le indicazioni del Concilio, la secolare tradizione religiosa della gente che iniziava a sentire i contraccolpi di quella secolarizzazione che veniva diffondendosi.

Dopo diciotto anni accolse l’invito del vescovo Lino Garavaglia (nel frattempo le parrocchie dell’Alto Savio erano state unite a Cesena) per scendere a valle, quasi sulle rive dell’Adriatico, e così dare energia al cantiere già aperto per costruire in zona “La Madonnina” (prima della ferrovia), la comunità e la chiesa parrocchiale poste sotto la protezione di Santa Maria Goretti.

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