«Ieri ho detto a mia madre che stasera suonerò con Mirko Casadei e la sua orchestra. Le si è illuminato il viso». Comincia così il racconto pubblicato da Marco Ligabue, fratello di Luciano, in vista dello spettacolo di questa sera, giovedì 20 agosto, al Campo Bruno Reffi di San Marino.
«Per lei il nome Casadei vuol dire molto più di un’orchestra. Vuol dire un pezzo di vita. Tanti anni fa, insieme a mio padre, aveva aperto una balera dalle nostre parti. Ogni sabato sera si ballava: orchestre di liscio, tavoli pieni, gente che arrivava semplicemente per stare insieme».
In quella balera i genitori di Ligabue non erano soltanto i gestori, ma anche due innamorati che, appena potevano, si concedevano un ballo: «Mia madre stava alla cassa. Mio padre faceva il direttore di sala, accoglieva le persone e le accompagnava ai tavoli. Ma quando partivano certi balli non c’era lavoro che tenesse: mollavano tutto e si ritrovavano in pista insieme».
Un ricordo che diventa anche l’omaggio a un’epoca e alla musica dei Casadei, capace di accompagnare per quasi un secolo la vita di tante famiglie: «Mentre mia madre me lo raccontava ho pensato a quanto dovevano essere belle, nella loro semplicità, quelle serate. Niente telefoni, niente social, niente bisogno di documentare ogni momento. Solo musica, persone, sorrisi e la voglia di divertirsi insieme».
«Una musica che oggi qualcuno considera di un’altra epoca, ma che ha fatto ballare, innamorare e stare bene intere generazioni», aggiunge Ligabue. Una storia iniziata nel 1928 e oggi portata avanti da Mirko Casadei, raccogliendo l’eredità del padre Raoul e della grande tradizione romagnola.
Questa sera il concerto inizierà alle 21, con ingresso libero. «Prima Mirko e la sua orchestra. Poi io e la mia band. E alla fine tutti insieme sullo stesso palco».
Ma sul palco, insieme alle canzoni, salirà anche un pensiero speciale: «Sono sicuro che per qualche istante penserò anche a loro due. A mia madre che lascia la cassa. A mio padre che smette di fare il direttore di sala e la porta a ballare. E a tutta quella leggerezza che la musica riesce a regalare. Chissà, magari qualche nota arriverà fino a casa di mamma Rina».
