di Andrea Bazzocchi
Festeggerà il suo compleanno fuori dall’Italia, ma naturalmente sul palcoscenico, Mirko Casadei, rappresentante della terza generazione dell’iconica dinastia musicale romagnola. Questa sera e domani il Balamondo World Music Festival, la manifestazione da lui ideata e diretta, sarà infatti protagonista di due appuntamenti a San Marino, nell’ambito della rassegna “San Marino Goodbye”.
Questa sera, al Campo Bruno Reffi, salirà sul palco la Mirko Casadei POPular Folk Orchestra al completo, per un viaggio fra tradizione, innovazione e contaminazioni sonore. Domani sarà invece la volta dell’incontro con Marco Ligabue: due mondi musicali differenti, quello del liscio e quello del rock, destinati a confluire in un concerto costruito su cover, energia e nuovi innesti.
Un modo quanto mai appropriato per festeggiare i 54 anni di Mirko, cresciuto letteralmente a pane e pentagramma, fra le vulcaniche intuizioni del padre Raoul e l’eredità del prozio Secondo Casadei. Fu proprio Secondo, prima ancora dell’esplosione nazionale del “re del liscio”, a tracciare con il proprio genio musicale il destino di un’intera famiglia e a trasformare la musica romagnola in un patrimonio popolare.
Mirko, che a dispetto dell’anagrafe conserva l’entusiasmo e la freschezza di un trentenne, iniziò la propria avventura a bordo della Nave del Sole, l’allegra showboat voluta da Raoul per fare ballare gli italiani in vacanza. Crescendo assunse progressivamente compiti organizzativi e manageriali, lavorando dietro le quinte di quel fantastico universo costruito dal padre.
Nel 2000 arrivò infine il passaggio del testimone. Da allora Mirko è alla guida dell’Orchestra Casadei come frontman e traghettatore della musica popolare romagnola nel nuovo millennio. Un’eredità impegnativa che ha scelto di custodire senza imbalsamarla, aprendola al pop, al rock e alle sonorità del mondo.
Nell’autobiografia “Il figlio del re”, Mirko mette a nudo una vita nella quale il ritmo si intreccia con una missione familiare. Quella affidata da Secondo a Raoul e trasmessa poi da Raoul al figlio: fare in modo che gli italiani continuino a ballare.