Per la prima volta la piccola pesca costiera dell’Emilia-Romagna avrà una rappresentanza unitaria. È nata ufficialmente la Rete della Piccola Pesca Costiera dell’Emilia-Romagna, nuova realtà che riunisce imprese e pescatori attivi lungo l’intero litorale regionale, da Porto Garibaldi a Cattolica.
La costituzione è stata formalizzata lunedì 15 settembre a Rimini, nella sede della Cooperativa Lavoratori del Mare, con la firma dell’atto da parte di 32 soci. Il più giovane ha appena 25 anni. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti di Legacoop Romagna e Legacoop Emilia-Romagna, i direttori delle cooperative Casa del Pescatore di Cattolica, Lavoratori del Mare di Rimini e Casa del Pescatore di Cesenatico, oltre all’assessora alla Blue Economy del Comune di Rimini, Anna Montini.
La Rete conta già 44 soci e circa 50 imbarcazioni, ma il numero è destinato ad aumentare: sono infatti in arrivo nuove richieste di adesione da parte di pescatori interessati al progetto.
La piccola pesca costiera è una delle espressioni più antiche e caratteristiche della marineria adriatica. Viene praticata generalmente entro le 12 miglia dalla costa attraverso attrezzi fissi e selettivi, non trainati, come nasse, cestini, bertovelli e reti da posta.

È un’attività artigianale a basso impatto ambientale, strettamente legata alle caratteristiche dei fondali e alle risorse locali. Rappresenta inoltre un patrimonio di conoscenze, tradizioni e competenze tramandate di generazione in generazione, oltre a costituire una componente significativa dell’economia delle marinerie emiliano-romagnole.
La nuova organizzazione nasce dall’esigenza di superare la frammentazione del settore, mettendo in comune esperienze, problemi e proposte. Tra gli obiettivi figurano una maggiore capacità di interlocuzione con le istituzioni e gli altri soggetti della filiera, la condivisione di servizi, informazioni e strumenti e una collaborazione più stretta tra le diverse realtà della costa.
«È un momento storico: per la prima volta in Emilia-Romagna viene costituita una rete con la finalità di dare voce a un settore finora frammentato», spiega il promotore e presidente Davide Vasini, 36 anni.
«Vogliamo diventare un punto di riferimento per la piccola pesca costiera regionale, rafforzando il ruolo dei pescatori nei confronti delle istituzioni e valorizzando le peculiarità di un mestiere profondamente radicato nelle nostre marinerie. Partiamo da 44 soci e molti altri si stanno già informando per entrare: è il segnale concreto della volontà di fare squadra e dare alla categoria una voce più forte e riconoscibile».


